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numero 6 - anno XII

(novembre-DICEMBRE 2003)

Commenti


 

Il crocifisso nelle aule 

Di Antonio Domenico Trivilino 

La richiesta, inoltrata da un cittadino italiano di religione islamica, di far togliere il crocifisso nell'aula frequentata da uno dei suoi figli nel comune di Alfedena, uno sperduto comune della provincia de L'Aquila, e la relativa sentenza di un magistrato del tribunale de L'Aquila che prevedeva la rimozione del crocifisso in questione ha scatenato un vero putiferio. Crediamo che ci sia bisogno di un dibattito pacato per affrontare la nuova situazione religiosa italiana dove oltre alla storica presenza di religioni quali quella cristiana, nelle varianti cattolica e protestante di vario tipo, ed ebrea sono venute a formarsi, sulla scia dell'immigrazione, forti gruppi islamici, induisti, buddisti etc.etc.

Lo scontro sembra, anche per motivi storici, essere particolarmente virulento nei confronti degli aderenti alla religione islamica. L'Italia non può essere uno stato che a parole si dichiara laico e continua di fatto ad essere uno stato confessionale, privilegiando la religione cattolica apostolica romana. La realtà religiosa del nostro Paese è cambiata di molto. È arrivato il momento di riflettere e fare delle scelte precise che rispettino anche nella pratica di tutti i giorni e soprattutto nella scuola, palestra di formazione di tutti i giovani Italiani, senza riguardo alcuno ad un'eventuale appartenenza religiosa, i diritti della maggioranza e quelli delle minoranze. 

Ci sembra completamente fuori posto la citazione del filosofo Benedetto Croce fatta dal Presidente della Repubblica mentre commentava questo caso in televisione. Il tema in questione è differente da quello trattato da Benedetto Croce. Non si parla più d'essere cristiani o di essere atei ma d'essere cristiani o mussulmani. Non si può continuare a dichiararsi uno stato laico e a comportarsi come uno stato confessionale. Ciò è illogico, scorretto e fonte di numerosissimi attriti tra gli aderenti alle varie religioni che oggi vivono a fianco a fianco in Italia. 

Qualcuno obietterà che i diritti dei cristiani negli stati di religione islamica non sono uguali a quelli dei mussulmani negli stati democratici occidentali e che, purtroppo, ci sono delle persecuzioni contro i cristiani in moltissimi paesi islamici. Ciò è vero. Ma noi non ci sogniamo nemmeno di chiamare questi stati laici e liberali, aggettivi che usiamo, con legittimo orgoglio, quando parliamo del nostro Paese. 

Noi immigrati nel Regno di Norvegia sentiamo particolarmente questa tematica di libertà religiosa, perché fino ad ieri eravamo noi cattolici ad essere disprezzati, per motivi religiosi, dalla maggioranza protestante norvegese. Persino nella costituzione norvegese c'erano leggi che tutelavano l'intolleranza religiosa negando agli ebrei ed ai gesuiti la possibilità di venire in Norvegia. Oggi l'odio si canalizza contro i mussulmani ma è intollerabile lo stesso. 

 

Lo Hijab e la tolleranza 

Di Luigi di Ruscio 

Certi datori di lavoro hanno discriminato le ragazze che portano lo Hijab (in norvegese Skaut, in Italia viene chiamato "scialle islamico" oppure "foulard islamico"), perché sarebbe un simbolo di una appartenenza religiosa. Il fatto è che lo Hijab non è solo un simbolo religioso ma fa parte di un'identità, come la catenina con un piccolo crocifisso che mia moglie porta perennemente, proibire in qualche modo questi simboli legati all'individualità di una persona è cosa che ferisce. 

Certo lo Hijab è anche simbolo di una diversità, vedere una ragazza con uno Hijab tra ragazze che, non solo con i tempi buoni ma anche con il freddo dell'inverno d'Oslo, scoprono l'ombelico fa un certo effetto. La diversità irrita moltissimo, nei malati provoca aggressività e noi tutti ci troviamo meglio insieme a gente simile a noi, il diverso disturba. Il diverso è accettato solo quando diventa comico, come Totò o Charlie Chaplin. 

Lo Hijab è anche il simbolo della donna di una società patriarcale, donna vista solo nell'ambito della famiglia, madre e amante, sottomessa a quelli che sono i valori del patriarcato. Le donne norvegesi si sono emancipate, sono come Nora, sono uscite, hanno una propria vita e non hanno neppure smesso di fare i figli con un compagno sposato o non sposato però liberamente scelto. 

Lo Hijab è anche un simbolo di qualcosa che il paese in cui viviamo ha superato e non da molti anni. Però l'emancipazione delle donne con lo Hijab deve venire dall'interno, proprio come Nora che liberamente senza imposizioni di sorta esce sbattendo la porta. Le imposizioni rafforzano l'identità di quelle ragazze che credono assolutamente necessario indossare lo Hijab. 

Noi tutti dovremo essere più tolleranti verso le diversità, notando però che la tolleranza assoluta non è possibile, perché non si può essere tolleranti con l'intollerante ma possiamo essere sempre più tolleranti. 

 


 

Benvenuti ad Oslo 

www.velkommenoslo.no: il portale per l'immigrazione nella capitale 

Non tutti sanno che esiste un portale importantissimo per ottenere notizie riguardanti le offerte comunali per i nuovi immigrati che desiderano stabilirsi nella città di Oslo. Il portale è scritto nelle lingue norvegese ed inglese nella sua totalità, mentre solo alcuni pezzi sono tradotti in spagnolo, russo, somalo, urdo ed arabo. Il portale contiene notizie utilissime sul sistema sociale norvegese, su come fare riconoscere i titoli di studio conseguiti in altre nazioni, dove poter apprendere la lingua norvegese e come trovare un lavoro. Il sito è realizzato per i residenti nel comune di Oslo ma è utilissimo per tutti quelli che si trasferiscono in Norvegia o desiderano sapere di più sulla Norvegia. Il sito viene sviluppato nella direzione di aprire le informazioni attraverso il parlato in modo da essere accessibile anche per gli analfabeti e per i ciechi. 

 


 

Claus Helberg, un eroe da ricordare 

 

Giovedì 6 marzo 2003, nel medesimo ospedale dove era nato il 31 gennaio 1919, si è conclusa la vita terrena di Claus Helberg. Quasi sicuramente questo nome non dice nulla alla maggioranza dei lettori eppure noi tutti abbiamo un grande debito nei confronti di quest'uomo. Si tratta di uno dei legendari "eroi di Telemark". Il gruppo di sabotatori norvegesi appartenenti alla Compagnia Linge che nel 28 febbraio 1943 sabotarono la fabbrica di acqua pesante nel complesso della Hydro di Vermok nel comune di Rjukan. Quest'operazione spettacolare affossava definitivamente il sogno della scoperta della bomba atomica da parte degli scienziati della Germania nazista e contribuiva enormemente alla vittoria degli alleati. L'azione è stata filmatizzata nel 1965 in una celebre pellicola intitolata per l'appunto "Gli eroi di Telemark" regia di Antony Mann e con gli attori Kirk Douglas e Richard Harris. Gli ambienti sono stati girati negli stessi posti dove si è svolta la vicenda bellica: tra le meravigliose montagne del Telemark. Claus Helberg era famosissimo per una vita dedicata alla montagna. Funzionario del NTF. l'equivalente norvegese del Club Alpino Italiano, Claus Helbergha ha speso gran parte della vita tra le sue amate montagne ed a stimolare l'amore e il rispetto per la natura e per la montagna in particolare. Fino alla veneranda età di 80 è stato la guida alpina ufficiale dei reali di Norvegia e di Danimarca. Molte foto lo ritraggono seduto tra la Regina Margrethe di Danimarca e la Regina Sonja di Norvegia durante il banchetto svoltosi in onore del suo 80 compleanno. Insignito di numerose medaglie al valor militare è stato insignito dell'onorificenza Cavaliere di Sant 'Olaf (la massima onorificenza al merito del Regno di Norvegia) per i suoi libri sulle montagne e per la diffusione dell'amore per le montagne. 

adt 

 


 

L'associazione italiana uomini casalinghi festeggia il primo anno di vita

 Pari opportunità, sviluppo sostenibile ed ecologia dell'abitare le tematiche principali Pari opportunità, sviluppo sostenibile ed ecologia dell'abitare le tematiche principali.

E' Pietrasanta (Lucca), nota città d'arte Toscana, a tenere a battesimo il primo anno dell'Associazione Italiana Uomini Casalinghi. L'obiettivo dell' associazione, che sarà rigorosamente non profit - spiega il presidente Fiorenzo Bresciani - è promuovere un uomo nuovo che riscopre il piacere dell'ecologia domestica e coltiva i sentimenti e le relazioni sociali: un maschio ludico e conviviale capace di abbattere le barriere di genere e di dialogare con le donne in un'ottica di ascolto reciproco. "La cucina, la pulizia della casa, la capacità di prendersi cura di tutti quei dettagli che sembrano insignificanti ma che fanno dell'abitare un'arte - continua Bresciani - mi hanno appassionato sempre più e mi hanno fatto riflettere su quanto i pregiudizi " di genere" e una cultura rigidamente legata agli stereotipi del maschio macho e virile, avessero penalizzato noi uomini, privandoci della capacità di prenderci cura delle persone che vivono con noi e della possibilità di godere delle gioie della casa." L''appassionata riscoperta delle attività domestiche e la condivisione della stessa esperienza da parte di un numero sempre maggiore di uomini hanno portato naturalmente prima alla nascita del Movimento Uomini Casalinghi, che risale al 1985 e poi alla creazione dell'associazione nazionale, che vuol essere - dichiara Bresciani - "uno strumento di crescita culturale ed esistenziale per tutti i maschi che desiderano partecipare all'evoluzione da noi proposta." Gli uomini casalinghi sono convinti che gli effetti dannosi del modello del maschio guerriero potrebbero essere modificati più velocemente grazie a una presenza massiccia delle donne nelle "stanze dei bottoni": "la pace, le pari opportunità tra i sessi, il rispetto della terra e della natura sono valori forti, che vanno al di là degli schieramenti politici. Non c'è sviluppo possibile che non sia "sviluppo sostenibile". A questo proposito, il primo passo dell'associazione riguarderà proprio l'ecologia casalinga: una serie di incontri e di stage per avere una casa pulita e sicura senza inquinare l'ambiente e, soprattutto, senza insidiare la salute dei propri familiari. "Anche questa volta ci appelleremo al Movimento Italiano Casalinghe e a tutte le associazioni interessate all'argomento per fare un lavoro d'equipe e mettere i risultati a disposizione di tutti . 

ASSOCIAZIONE UOMINI CASALINGHI 

Via Crociale 104 55045 Pietrasanta (Lucca) 

SITO: www.uominicasalinghi.it 

Fiorenzo Bresciani +39 339 6670890 Telefax +39 0584 742291 

Email: associazione@uominicasalinghi.it 

Fiorenzo Bresciani, fondatore e presidente dell'Associazione Italiana Uomini Casalinghi. 

 


DOCUMENTO 

 

Il testo integrale del messaggio di Ciampi 

Ecco il testo integrale del messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi agli italiani. 

"Care italiane, cari italiani, la notte di Capodanno è per tutti noi momento di speranze, di proponimenti, di riflessione. Ho ancora nel cuore gli sguardi, le parole, la dignità, la compostezza dei familiari dei nostri caduti a Nassiriya. A loro va il mio primo pensiero. In loro ho visto l' immagine della famiglia, fondamento della società italiana, e l' espressione più alta dell' amor di Patria. Tutta l'Italia si è unità nell'omaggio ai nostri compatrioti che hanno dato la vita per favorire la rinascita di un altro popolo. Tutti ci riconosciamo nello spirito di sacrificio con cui tanti ragazzi e ragazze, arruolati nelle Forze Armate della Repubblica, svolgono i compiti loro affidati dalla Nazione in varie parti del mondo; anche per contrastare l' oscuro disegno di destabilizzazione mondiale che i terroristi perseguono con lucida e organizzata follia. 

Siamo orgogliosi di loro per lo slancio che li anima, insieme ai civili volontari che li affiancano con coraggio; e mi riferisco in particolare alle donne e agli uomini della Croce Rossa Italiana. Abbiamo fiducia in loro. Come l' abbiamo nelle Forze dell' Ordine, che presidiano con impegno e dedizione l' ordinato svolgimento della nostra vita quotidiana. Lo dimostrano i recenti positivi risultati investigativi nella lotta al terrorismo interno, purtroppo ancora pericoloso. "I pensieri che ho stasera nell' animo nascono come risposta ai tanti messaggi che mi giungono da voi, negli incontri o per iscritto. Nell' insieme, essi esprimono un forte e crescente senso di comunità. Grazie per la forza che mi trasmettete". 

È realtà diffusa in tutta Italia il risveglio dell' amor di Patria. Ed è per me naturale dare voce a questo sentimento. Il senso di identità nazionale, il nostro patriottismo, si sono arricchiti di stimoli nuovi, che vengono dai progressi compiuti sulla via dell' unificazione dell' Europa. Progressi importanti. Non lasciamoci ingannare dal mancato successo di una Conferenza: è già accaduto in passato. Abbiamo superato molti ostacoli, e anche questa volta li supereremo. Per superarli occorrono slancio ideale e volontà politica. Noi abbiamo un sogno. È nato nel nostro animo negli anni dell' ultima, feroce guerra civile europea, ed è oggi più vivo che mai. Passo dopo passo, quel sogno si sta realizzando. "Portare a compimento il processo che darà una Costituzione a questa grande Unione Europea non sarà facile. È di guida il progetto che la Convenzione Europea ha elaborato e il Consiglio Europeo ha nella sostanza approvato. Unione Europea, significa pace in Europa. Questo gli italiani lo sanno, lo sentono. Insieme con le istituzioni, e ancor più in fretta, cresce il sentimento di identificazione con l' Europa nell' animo dei nostri giovani: che viaggiano, e sono ormai moltitudini, da un Paese all' altro; che studiano qui o in altri Paesi europei continuando a sentirsi ovunque a casa loro. Diventando più Europei non si sentono sicuramente meno italiani. Un' identità più complessa è anche un' identità più ricca e più forte. 

"Con questo spirito affrontiamo i pericoli di una fase storica tragicamente aperta, il primo anno del nuovo secolo, dalla strage delle Torri Gemelle. Che fare? L'uomo di religione reagisce pregando e predicando la pace. E Sua Santità Giovanni Paolo II lo sta facendo con una lucida visione e una perseveranza davvero straordinarie. A Lui invio il mio pensiero grato e augurale. L' uomo di governo deve reagire mirando a realizzare una più forte coesione fra tutti coloro che sanno come si costruisce la pace; rafforzando le istituzioni che abbiamo creato in applicazione coerente dei nostri valori: la nostra Repubblica, l' Unione Europea, le Nazioni Unite. 

"Istituzioni garanti, con gli strumenti che popoli loro affidano, della convivenza civile, del progresso e della dignità di tutti. Il rispetto del diritto internazionale è presidio della pace nel mondo. Questa è la via da seguire, tendendo la mano a tutte le civiltà, a tutti i popoli, per sradicare il terrorismo, per prevenire tragici scontri etnici o insensati conflitti religiosi, che stravolgono e rinnegano i principi più sacri. Ci aiutino gli esponenti religiosi, di tutte le religioni, ad approfondire sempre più il valore della pace, educando ad essa i credenti. Questo l'Italia chiede a tutti i suoi cittadini, come a tutti gli stranieri che vivono in mezzo a noi e condividono i nostri diritti e i nostri doveri. La coesione più stretta e fattiva all'interno delle istituzioni, nazionali e internazionali, in tutti i campi del loro operare, dà serenità e sicurezza ai cittadini, e nuovo vigore alle istituzioni stesse. Si creano le condizioni per affrontare le difficoltà. 

"Le preoccupazioni certo non mancano, anche guardando all'Italia, al modello di società basato sulla libertà, sulla democrazia, sulla solidarietà, sulla diffusione del benessere, sullo spirito dell'intrapresa, che abbiamo costruito partendo dagli anni difficili del dopoguerra. "Avevamo allora ben più gravi problemi. Ma avevamo riconquistato la libertà, per tutti gli Italiani; questo ci dava entusiasmo e fiducia. Con lo stesso spirito dobbiamo affrontare i problemi del tempo presente. Oggi, per il bene delle nuove generazioni, la nostra priorità è la formazione e lo sviluppo della persona. L'istituto fondamentale per realizzare questo obiettivo è la scuola. Poniamoci, a tal fine, degli obiettivi ben definiti: ad esempio, quello di dimezzare, entro un tempo determinato, il tasso di abbandono degli studi. Eleveremo così il numero dei giovani con un livello d'istruzione superiore. E non dimentichiamo che la scuola è, per tutti, educazione al rispetto dei diritti umani; per gli immigrati, in particolare per la seconda generazione, è anche lo strumento principale di integrazione. Vengo ai problemi economici. So bene che quest'anno molte famiglie hanno avuto difficoltà con il loro bilancio, hanno fatto fatica. Il troppo lungo ristagno dell'economia, in Italia e in Europa, ha colpito soprattutto i più deboli. Andiamo incontro al nuovo anno incoraggiati dai primi segni di ripresa economica. Questi segni dobbiamo ora saperli sostenere con l'azione di tutti: imprenditori, lavoratori, istituzioni di governo centrali e locali. 

"Non giovano alla ripresa economica taluni aspri contrasti. Indeboliscono la fiducia, di noi in noi stessi, degli altri in noi. "Insieme, si affrontano meglio anche le crisi di alcune grosse imprese, i cui effetti negativi vanno al di là delle pur gravi conseguenze aziendali. Esse incidono sul prestigio, sulla credibilità dell' intero sistema economico e finanziario. Minano il rapporto di fiducia dei risparmiatori con imprese e intermediari. L'accertamento dei fatti e delle responsabilità è la premessa per ben definire correttivi opportuni. La fiducia è tutto, è la forza che ci muove, che ci permette di costruire il futuro. Oggi non cresciamo, in Italia e in Europa, soprattutto perchè manca la fiducia. E non mancano, invece, le ragioni di nutrire fiducia. Nel corso dei miei viaggi nella provincia italiana constato quanto sia diffusa, in ogni parte d'Italia, una consuetudine di collaborazione tra istituzioni, anche se governate da forze politiche di diverso colore; e incontro significativi esempi di iniziative economiche, di singoli come di intere categorie, che dimostrano di saper 'fare sistemà. È questa una realtà positiva, che esprime la volontà di concordia dei cittadini. Di questa volontà le istituzioni debbono tener conto. In anni in cui eravamo divisi da alti muri ideologici, che oggi sono caduti, riuscimmo a costruire le istituzioni della Repubblica, a darci una Costituzione, patrimonio di tutti. Così è sentita dai cittadini. Mi incoraggia il fatto che sia in corso in Parlamento un dibattito aperto sui temi costituzionali. Per mutamenti strutturali, che modifichino istituzioni fondamentali della Repubblica, quale il Parlamento, serve uno spirito costituente, un largo incontro di volontà politiche. Le istituzioni fondamentali non possono certo essere cambiate ad ogni mutare di maggioranza. Il mio pensiero e il mio augurio conclusivo vanno innanzitutto agli anziani. Molti di loro sono soli, chiedono affetto, compagnia, assistenza. Talvolta manca l'appoggio di una famiglia. Occorre allora che altri si facciano avanti per riempire il vuoto; ciò accade, per fortuna sempre più spesso, grazie alla generosa azione di volontari di ogni ceto ed età". 

Ai giovani voglio ricordare l'importanza di guardare al volontariato, e al servizio civile, come a una scelta di crescita personale, non soltanto come a un'occasione per fare del bene. Aiutando gli altri, aiutiamo noi stessi. Ci arricchiamo di ideali, di esperienze che ci serviranno per tutta la vita. "Abbiamo una gioventù capace di entusiasmi. Non priva di preoccupazioni e di incertezze, ma ricca di interessi, di speranza e di slanci quando guarda al proprio futuro, alle scelte da compiere, negli studi, nel lavoro. Non è una gioventù indifferente. È una gioventù impegnata, desiderosa di dar prova delle conoscenze, delle qualità, dei valori che ha acquisito nella scuola, in seno alla famiglia, nella società. "A voi giovani ancora un pensiero. So quanto amate l'Ambiente, quanto vi adoperate per salvaguardarlo. Cercate di vivere in armonia con i ritmi della Natura. Fa bene. Ci si sente più forti, si può dare il meglio di noi stessi. Provate qualche volta - già molti di voi lo fanno - ad alzarvi all' alba, a vivere il miracolo quotidiano del risveglio della Natura. Italiane, italiani, lo scorrere delle ore verso la mezzanotte invita a stare in buona compagnia con familiari ed amici. Arrivederci a presto, nel nuovo anno. 

Penso anche agli italiani che vivono lontano dalla Patria, che fanno onore all' Italia nel mondo, che noi sentiamo vicini. Che il 2004 possa essere sereno per tutti voi. Insieme con mia moglie, questo è l'augurio che vi rivolgiamo, con tutto il cuore. 

Felice anno nuovo. 

 


Associazione 

 

Tutti a tavola! 

 

Nel 2004 riprenderanno le cenette tra gli amici dell'Associazione partecipa anche tu, proponi e realizza piatti tipici della tua regione. 

 

Il presidente dell'Associazione Italiani in Norvegia, Antonio Domenico Trivilino, consegna un mazzo di fiori al gestore della nostra sede, Sig. Danilo Rini, a riconoscimento del suo enorme lavoro a favore dell'Associazione.

Diventare socio è facile, basta versare la quota associativa sul nostro conto!

Quote associative:

Famiglia Nok 400, Singolo Nok 300, Pensionati Nok 200.

La quota associativa può essere versata a mezzo:

- Postgiro 787805 52947 - bollettino

 

 

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