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numero 1 - anno XII

(Marzo-Aprile 2003)

Il futuro della nostra associazione

Di Antonio Domenico Trivilino

In questo momento non siamo in grado di poter garantire l'esistenza della nostra Associazione per tutto il 2003. 

Non sappiamo ancora quanti hanno risposto positivamente all'appello lanciato nello scorso numero. Sappiamo però che molti sono insicuri se pagare la quota per il 2003 perché insicuri sull'esistenza dell'Associazione Italiani in Norvegia. Bene il modo sicuro di far morire la nostra Associazione è di non versare la quota subito. Dopo il taglio totale operato dal comune di Oslo il nostro sodalizio si regge solo e solamente sui i proventi delle quote associative e dei ricavati delle nostre serate. Il giornale riceve dei sussidi dallo stato italiano. È importante anche una partecipazione più attiva da parte di più soci. Le sorti dell'Associazione si decidono in questi giorni.

Cos'è l'Associazione? 

1. L'Associazione è luogo d'incontro 

Noi italiani in Norvegia siamo pochi e sparsi su tutto il territorio nazionale, ma più o meno tutti conserviamo con l'Italia legami affettivi, culturali, sociali, civili e politici. L'Associazione offre validi motivi d'incontro, occasioni per conoscerci meglio e un ambiente stimolante come può esserlo quello legato alle comuni origini culturali 

L'Associazione è portavoce d'interessi 

L'Associazione è portavoce degli interesi della comunità italiana ed esprime pareri sulle iniziative che le autorità italiane, norvegesi ed europee intraprendono in settori che ci riguardano direttamente. L'Associazione collabora a tutte le iniziative dirette sia ad una migliore integrazione in Norvegia che al mantenimento dei legami con l'Italia.

Doppia Cittadinanza

di Antonio Domenico Trivilino

L'accordo bilaterale realizzato in questi giorni tra il Regno di Svezia e la Repubblica Italiana si fa tornare alla carica rispetto il problema della doppia cittadinanza per gli Italiani residenti in Norvegia. L'accordo apre la strada della doppia cittadinanza per i cittadini svedesi residenti in Italia e, naturalmente, per i cittadini italiani residenti in Svezia. È facile prevedere che sicuramente ci saranno altri accordi bilaterali di questo tipo in particolare con gli altri Paesi dell'Unione Europea e l'Italia. Ricordiamo che la nostra situazione è particolare perché la Nazione che ci ospita, dopo ben due referendum popolari, ha deciso di rimanere in quella specie di limbo politico che si chiama Spazio Economico Europeo. Attualmente, dato il numero esiguo delle nazioni aderenti e la loro scarsa importanza, sembra essere dimenticato da tutti a favore della più importante Unione Europea. Inoltre la colonia italiana in Norvegia e quella norvegese in Italia non sono particolarmente numerose e pertanto ci si dimentica facilmente della nostra esistenza e dei nostri problemi.

Un'integrazione vera prevede anche il godimento di tutti i diritti civili quali il diritto al voto ed ad essere eleggibili non solo nelle elezioni comunali, come accade qui in Norvegia, ma anche nelle elezioni parlamentari nazionali. Molti di noi hanno conservato, con orgoglio, la cittadinanza italiana perché l'acquisizione di quella norvegese comporta automaticamente la rinuncia di quella italiana. Molti di noi sono vissuti in Norvegia per tanti decenni, hanno un coniuge norvegese, figli e nipoti nati e cresciuti in Norvegia e considerano questo Paese come la loro seconda patria. Molti desidererebbero naturalizzarsi norvegesi senza però rinunciare alla cittadinanza italiana 

Ci auguriamo che la nostra Rappresentanza diplomatica, stimolata dall'accordo italo-svedese, faccia tutto il possibile affinché anche gli italiani residenti in Norvegia possano avere la doppia cittadinanza. Ripetiamo ancora una volta che questa è una premessa necessaria per un'integrazione veramente completa. Contestualmente invitiamo Rappresentanza diplomatica italiana ad informarci su cosa hanno già fatto o intendono fare sull'argomento. L'Aurora è a loro completa disposizione.

A proposito di...

Viaggio settentrionale di Francesco Negri

Riportiamo con piacere parte della lettera ricevuta dell' editrice della LEADING EDIZIONI Ada Grilli Bonini a proposito dell'articolo su Francesco Negri a firma Luigi Di Ruscio apparso su "L'Aurora" nr. 2 MAR-APR 2002 ANNO XI. 

…..…. sarebbe gradito che rendesse noto ai lettori della rivista l'esistenza del testo di Negri inreprint. Il libro costa euro 20,14 + spese postali di invio euro 8,00 e per riceverlo occorre fare un prepagamento postale sul CCP 13844246 , indirizzato a LEADING EDIZIONI, VIA BORGO CANALE, 40 (in alternativa vaglia internazionale); se l'utente ci invia al fax N°. 035.261783 la matrice del prepagamento, effettuiamo la spedizione appena la riceviamo. 

Riportiamo con piacere la scheda del libro. 

VIAGGIO SETTENTRIONALE DI FRANCESCO NEGRI Ristampa anastatica della 1^edizione del 1700, Padova. con introduzione, note, carte e illustrazioni entro e fuori testo collana: IL GENIO VAGANTE curatore: 

ADRIANO AGNATI Volume di 278 pagine stampate a 1/1 colori, in formato cm 16.x22 su carta usomano avoriata da 100 g/mq, copertina in cartoncino rusticus da 280 gr, confezione in brossura. Prezzo di copertina € 20,14 ISBN 88-86996-04-07 

L'AUTORE: Francesco Negri, prelato quarantenne di buona famiglia,era nativo di Ravenna , dove visse tra il 1632 e il 1698. Per passione di conoscenza organizzò il suo viaggio in Scandinavia per raggiungere il punto più settentrionale d'Europa e partì solo, senza fretta e con le idee abbastanza chiare dato che aveva studiato a sufficienza geografia astronomia e scienze naturali e soprattutto convinto che non ci poteva essere posto più interessante al mondo della calotta artica. Era anche certo che nessuno potesse vivere a quella latitudini, ma l'esperienza doveva poi convincerlo del contrario. Effettuò il suo viaggio settentrionale nel 1663 con un primo programma di itinerario attraverso la Svezia, che però dovette abbandonare a favore di un secondo attraverso le coste norvegesi.

Viaggiò per un anno e mezzo raccogliendo appunti e reperti . Fu il primo italiano a raggiungere Capo Nord e uno tra i primi a conoscere gli sci. Negri era davvero , si può dire, affetto dal "male del Nord" : una volta tornato in Italia, non smise di pensare a tornarci e continuò a limare per ben trent'anni il suo libro. A sessant'anni si adoperò in tutti i modi per tornare in Scandinavia e cercò invano uno sponsor , ma dovette rinunciarvi. Non vide la pubblicazione della sua opera, che uscì nel 1700, due anni dopo la sua morte. 

L'OPERA: Il racconto del viaggio attraverso Norvegia, Svezia e Finlandia, nei due itinerari, è scritto in un italiano del tutto comprensibile, pur di oltre tre secoli fa; lo stile è minuzioso nelle descrizioni delle esperienze vissute, vi si coglie l'entusiasmo la tenacia la curiosità e la saggezza del personaggio. Il racconto è organizzato in forma di 8 lettere, equivalenti ad altrettanti capitoli. Di grande efficacia è poi l'indice delle persone e delle cose notevoli , talmente dettagliato da consentire un uso del libro anche per una lettura tematica e discontinua: ecco due esempi pratici. Alla lettera L: Lapponi dormono sulla neve, 91- esenti da peste fame e guerra, 111-espertissimi nel saettare, 82 modo di abitare nelle loro case, 74, ecc. Alla lettera P: pesca dello stokfis, 363-della balena, 372- pesce abbonda in Norvegia, 290-anche nel Mar di Finmarchia, 362. 

Il libro, a distanza di tre secoli, conserva una eccezionale attualità, stimolando a ripercorrere le tracce dell'autore e arricchendo il viaggiatore di informazioni altrimenti non disponibili in nessun altro manuale turistico.

 

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Editoriali

Il futuro della nostra associazione di Antonio Domenico Trivilino

Doppia cittadinanza di ADT 

Viaggio settentrionale di Francesco Negri

 

 

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