Abruzzo maggio 2009: Impressioni di un volontario sul posto circa un mese e mezzo dopo la catastrofe

temperaSiamo giunti da Alessandria al Campo di Tèmpera/Sant’Angelo, una frazione dell’Aquila dopo un viaggio di sette ore sotto una canicola tremenda. Siamo tre volontari che daremo il cambio ad altri tre che hanno terminato il loro turno di servizio.C’è Beppe, un capo reparto di una industria del Casalese che sarà il nuovo responsabile capo-campo, mia moglie Birgitta,svedese ma ora pure lei nella Protezione Civile ed io, che ho vissuto alcuni anni a Oslo; Volontario della Protezione Civile della Provincia di Alessandria.

Iniziamo il giorno dopo la giornata lavorativa alle 5.30 del mattino; salvo qualche breve pausa ne abbiamo sino alle 10 di sera; dopo di che possiamo rilassarci e pure parlare con gli sfollati. La cucina è un po’ primitiva ma funzionante; diamo da mangiare a circa 150 persone…mancano i fiammiferi, uso il mio accendino, mi bruciacchio ad una mano… comincia bene, comunque i nostri sfollati apprezzano la nostra cucina, ci vengono a ringraziare e a darci il benvenuto.

Il nostro Campo è forse il più piccolo, è gestito dal gruppo di Protezione Civile di Alessandria con volontari da tutta la Provincia; pare che ogni provincia gestisca un Campo. Torna Beppe dopo la sua prima visita al magazzino centrale della P.C., ritorna con diverse provviste ma senza fiammiferi, non ne avevano; con il Land Rover fa circa trenta chilometri extra per trovarli.

Ha con sé pure dello scatolame, il più pare che sia reduce di un incidente stradale; circa metà della frutta e della verdura è purtroppo da buttare…non so se questa roba è stata acquistata oppure è stata regalata, però potrebbe essere in miglior stato; quasi uguale con la pasta; bisogna mescolarne diverse qualità affinché basti per tutti. Si stabilisce comunque subito un ottimo rapporto con gli sfollati, pur non essendo degli psicologi si intuisce lo stato di trauma in cui si trovino ancora; pure gli animali ne sono colpiti…ci raccontano che vissero i primi dieci-dodici giorni a dormire al freddo in quattro nelle macchine in quanto non volevano abbandonare il paese…alla fine i burocrati si arresero, fu creato questo piccolo Campo ed è sotto l’egida, come già scritto, della Protezione Civile della Provincia di Alessandria.

peppinoAbbiamo la nostra mascotte, Peppino, un cucciolo di razza indefinita che molto probabilmente è nato poco prima o subito dopo la catastrofe; ha le nostre attenzioni e i migliori bocconi… Durante il giorno le tende hanno sui 60-70 gradi all’interno, di notte fa bisogno di doppie coperte per non gelare. Giungono notizie da un altro Campo di un epidemia (dissenteria) dovuta a cibi avariati e di diversi casi di bronco polmonite, a mio parere ci sono troppi bambini e troppi vecchi (Una donna da noi ha 93 anni) che vivono nelle tende, la selezione di chi mandare in hotel al mare e di chi mandare in tenda poteva, secondo me, essere stata fatta meglio. Il penultimo giorno della nostra permanenza troviamo il tempo per visitare brevemente i dintorni, a Paganica il Municipio non c’è più, la chiesa principale sta in piedi grazie a che è stata imbragata con larghe fasce di nylon.

Ci dirigiamo verso Onna; dalla strada vi vedono chiaramente oltre che alla distruzione pure le tracce della paura; qui e là vediamo tende, roulettes e campers sistemati un po’ ovunque; i più dei negozi sono ancora chiusi, quelli aperti non hanno elettricità e vendono solo articoli non deperibili, compriamo della grappa…era finita. Ad Onna ci permettono di entrare, la zona è chiusa ai civili; il giorno dopo sarebbe stata chiusa pure a tutti i non addetti ai lavori: Incontriamo un capogruppo dei Vigili del Fuoco di Messina che insieme ai colleghi tedeschi fanno gli ultimi rilevamenti; ci permette di visitare il centro di Onna per dieci minuti, osservando però le misure di sicurezza. Scattiamo delle fotografie, ci guardiamo muti…pare di essere in un paese bombardato, pochissimo è in piedi, Onna ha avuto 41 morti quella notte su 291 del totale, è qualcosa che non si può raccontare, bisogna esserci.

onnaQuesta catastrofe è stata comunque il banco di prova del Volontariato Italiano: Protezione Civile, Croce Rossa, Vigili del fuoco c’è stata una gara di solidarietà senza precedenti…nella mia sezione si bisticcia quasi per poter partire…contemporaneamente giungono già le prime notizie(locali) di appalti tutt’altro che trasparenti, di casette prefabbricate con le pareti esterne di sei cm. di spessore. Ora è una corsa contro il tempo per poter dare un’abitazione calda a tutti entro la fine di settembre, malgrado le promesse…non credo che sia possibile. Partiamo con le lacrime agli occhi , non avevamo mai visto personalmente una tragedia così da vicino e così tanta dignità e gratitudine da parte dei riceventi…spero di poterci ritornare.

Giuseppe Morello

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