I problemi dell’Italia oggi

Federico Venzi

Cari italiani che vivete in Norvegia, è vero, questo Paese è freddo, anche un po’ noioso, e ci mancano tante cose che avevamo in Italia (e che non sto qui ad elencare). Però malgrado tutto, siamo fortunati, perché – grazie al petrolio – è proprio questo Paese ad essere oggi uno dei più ricchi del mondo, e con una democrazie tra le più avanzate.

Oggi invece, l’Italia è un Paese con tanti, tantissimi problemi, a partire dall’economia, dalla mancanza di posti di lavoro, dallo strapotere della criminalità organizzata, dalla corruzione e dal malcostume sempre più diffusi, a partire dalla classe politica, ormai completamente screditata, ma anche dai normali cittadini, dato che l’Italia ha il più alto record di evasori fiscali.

Ricordate lo scandalo di Tangentopoli? Sono ormai passati 20 anni. Allora sembrava che l’Italia avesse toccato il fondo, con tutti quei politici indagati, e quelli condannati per aver ricevuto “mazzette”. Tutto questo portò ad un sistema politico corrotto e marcio. Ma se facciamo delle analogie con la situazione italiana attuale, dobbiamo purtroppo concludere che oggi la situazione è peggiore, molto peggiore.

Ieri come oggi assistiamo ad una quantità impressionante di arresti, ma oggi i politici arrestati hanno intascato soldi pubblici per se stessi, e non per il proprio partito, come accadeva vent’anni fa. Questo malcostume non risparmia nessuno. Il recente scandalo della Regione Lazio non è certo l’unico, ma è uno di quelli che ha fatto più clamore. Centinaia di migliaia di euro (soldi dei cittadini!) spesi in cene, feste, viaggi, gioielli, campagne elettorali. Tutto senza controlli. Dal 2009 al 2011 i rimborsi spese per la Regione Lazio sono lievitati da 980 mila di euro a 13 milioni di euro, e nello stesso periodo, i fondi per il sociale si sono ridotti da 2,5 miliardi di euro a soli 270 milioni di euro.

Negli ultimi 10 anni, l’aumento medio dello stipendio dei politici è stato dell’80%, ma nello stesso tempo, dopo 100 anni, lasciamo oggi un Paese più povero alle nuove generazioni che oramai hanno perso il futuro. C’è poi lo scandalo della compravendita dei voti e delle poltrone. Prima era un fenomeno limitato al profondo sud, oggi il fenomeno ha raggiunto il ricco nord, ma con una novità: a vendere voti e a comprare poltrone sono direttamente le cosche affiliate alla ‘ndrangheta, il cui PIL cresce impetuoso, mentre, intorno, tutto s’impoverisce. Si, perché la politica del malaffare coincide con una devastante crisi economica che nell’ultimo hanno ha creato 640 mila nuovi disoccupati, il crollo verticale dei consumi, e un danno morale incalcolabile. Il tutto accompagnato dall’insopportabile pollaio dei cosiddetti leader vecchi e nuovi, impegnati solo a partecipare ai vari talk-show televisivi.

Come possono gli italiani uscire da questa situazione devastante? Vent’anni fa la speranza del cambiamento svanì rapidamente, generando il lungo incubo berlusconiano, che oggi – fortunatamente – va dissolvendosi. Infatti il Cavaliere ha annunciato ufficialmente che non si ricandiderà.

Oggi c’è un’Italia che non ha più nulla da perdere, ma che può ancora vincere con le armi della democrazia, e, perché no, con l’immensa forza della rete, grazie alla quale sarà possibile l’esistenza di liste pulite con candidati competenti e credibili. E, attraverso il web, controllo collettivo e immediato di come viene usato il pubblico denaro con denuncia immediata dei ladri e dei corruttori.

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One comment

  1. Purtroppo tutto questo è realtà e purtroppo il “pasticcio Italia” incomincia dalla nascita di questa bella ma impossibile Repubblica. Oggi,io che vivo ancora in Italia,sogno per i miei figli un paese che funzioni e vorrei tanto che sia l’Italia! Ma devo anche essere realista,l’Italiano non ama il suo paese perchè se lo amasse davvero il sistema Italia,voluto da chi specula sull’Italia e sugli Italiani onesti,cadrebbe proprio con quella forza della democrazia di cui parla l’articolo. Allora mi chiedo:”Questa Italia è tenuta in piedi esclusivamente per creare ricchezza nelle tasche di pochi? E’ forse il caso che gli Italiani pensino a una soluzione diversa come fecero anni fa,democraticamente,i Cecoslovacchi?” Forse può sembrare una soluzione che ricorda una certa politica che di fatto ha deluso. Ma penso che l’Italiano possa arrivare a farsi un esame di coscienza e scendere in piazza dicendo basta senza bisogno di sbandierare colori politici,come è stato per decenni. Quando l’Italiano avrà la forza di farlo, cacciando politici e pseudo leader locali manovrati dai partiti,dai propri cortei di protesta avrà conquistato la libertà e potrà autodeterminarsi dal sistema Italia di oggi.

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