Europee 2009: diritto di voto virtuale

Ancora una volta il diritto al voto alle prossime elezioni europee di molti italiani residenti all’estero è solo teorico e non reale. Infatti la maggioranza degli italiani residenti in Svizzera, Islanda e Norvegia, per restare solo nell’Europa occidentale, non voteranno perché dovranno recarsi in Italia per poter esercitare questo diritto/dovere . Gli italiani residenti negli stati membri dell’Unione Europea potranno votare in loco.  Molti dei nostri lettori diranno questo è prezzo che siamo costretti a pagare perché la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea. Sembrerebbe una risposta giusta ma non lo è perché i cittadini di molti stati membri, non ci siamo presi La briga di controllare tutti gli stati, possono votare nelle rispettive rappresentanze consolari.  Ma ci siamo presi la briga di interpellare tutti i senatori ed onorevoli eletti nella circoscrizione europea, per carità di patria non li menzioniamo in quest’articolo. Ci riferiamo ai senatori ed agli onorevoli eletti anche con i nostri voti per difendere i nostri interessi, con la seguente lettera:

Senatore  – Onorevole mi può spiegare perché gli italiani residenti in Norvegia, Svizzera ed Islanda non possono votare in loco per le elezioni europee 2009 come possono fare i cittadini degli altri stati membri? In particolare cosa ha fatto Lei affinché questo diritto democratico diventi reale per i cittadini italiani residenti all’estero? Distinti saluti Dott. Antonio Domenico Trivilino Oslo, Norvegia

Soltanto gli Onorevoli Franco Narducci, della lista del PD e Antonio Razzi, della lista DI Pietro – Italia dei valori hanno risposto e ne riportiamo le risposte. I restanti onorevoli e senatori non si sono degnati neanche di rispondere.

Gentile Signor Trivilino,
comprendo benissimo la sua “punta d’amarezza” e le posso assicurare che la mia attenzione riguarda egualmente tutti gli italiani residenti all’estero, anche i connazionali che vivono in altri continenti. Nel caso specifico – quello di consentire anche ai cittadini italiani residenti in Svizzera, che sono tantissimi, di votare per le europee – partivo dalla considerazione, che sicuramente non le sfugge, di un legame molto stretto tra Unione Europea e Confederazione Elvetica. La Svizzera, a partire dal 2002, ha introdotto la libera circolazione delle persone per i Paesi dell’UE, ha adeguato il proprio sistema di sicurezza sociale alla regolamentazione comunitaria, ha sottoscritto ben 17 accordi bilaterali con l’UE, ha aderito alle convenzioni di Schengen e Dublino e versa volontariamente un miliardo di franchi (per 5 anni) ai nuovi entrati nell’Unione. Pur non facendo parte dell’UE, è legata irreversibilmente ad essa ed anche l’ultimo referendum, riguardante l’estensione della libera circolazione delle persone ai cittadini dei nuovi Stati entrati nell’UE, ha confermato questo trend.
Anche la Norvegia, dopo l’esito negativo dei referendum del 1972 e del 1994, ha stabilito vasti accordi di collaborazione con l’UE grazie all’accordo sullo Spazio Economico Europeo e versa finanziamenti cospicui ai nuovi Stati membri. La raccomandazione contenuta nel parere che la Commissione affari esteri, su mia proposta, ha espresso sulle intese raggiunte dal Governo italiano, non produrrà nell’immediato l’effetto desiderato, cioè consentire il voto nei seggi elettorali allestiti nelle sedi consolari, ma potrebbe aprire un dibattito per una soluzione definitiva del problema che vede esclusi centinaia di migliaia di cittadini italiani dal voto per le elezioni europee.
La prego cortesemente di segnalarmi, se lo vorrà, le criticità riguardanti i nostri connazionali in Norvegia. Cordialissimi saluti. Franco Narducci

Egregio dr. Trivilino,
ricevo – e La ringrazio – la Sua e-mail del 15.05.2009 e mi permetta segnalarLe quanto segue.
1) La legge per le elezioni europee assegna ai cittadini italiani residenti in altri Paesi comunitari il diritto di votare, per le elezioni europee, nei Paesi in cui risiedono. Ovviamente il diritto di voto alle elezioni europee è assegnato ed è esercitato da cittadini italiani residenti in Italia.
2) Per i cittadini italiani residenti in uno Stato non comunitario, purtroppo non c’è la possibilità – allo stato attuale – di esercitare il diritto di voto alle elezioni europee.
3) È stata già una conquista il fatto che ai cittadini italiani residenti all’estero (indifferentemente se in Paesi comunitari o non comunitari) sia stato assegnato il diritto di voto per le elezioni politiche, rinnovo del Parlamento italiano : con la possibilità cioè di poter votare per corrispondenza inviando le schede ai Consolati italiani all’estero. Lei pone un problema effettivo e serio : si sarebbe potuto cioè, nel momento in cui si è introdotto il diritto di voto politico per gli italiani all’estero, prevedere anche (nella stessa legge) di estendere il diritto di voto anche alle elezioni europee. Ciò non è stato purtroppo fatto e quindi oggi c’è solo la possibilità di farsi promotori di una iniziativa di legge per assegnare ai nostri connazionali all’estero anche il diritto di voto per le elezioni europee.
4) Proprio in un dibattito pubblico venerdì scorso a Zurigo con la comunità italiana è stato toccato questo argomento, molto sentito, e – recependo quelle istanze – mi renderò promotore di una iniziativa parlamentare affinché venga assegnato ai cittadini italiani residenti all’estero (ed indipendentemente dal fatto che risiedano in un Paese comunitario o non comunitario) il diritto di voto per l’elezione dei Deputati al Parlamento europeo.
A Sua disposizione, porgo cordiali saluti,
Razzi On.le Antonio

Molti commentatori politici si lagnano perchè la percentuale dei votanti è molto bassa, nettamente inferiore a quella delle elezioni nazionali. Motivo in più per dare ai cittadini residenti all’estero una possibilità reale di esercitare il diritto/dovere al voto per una elezione che ci tocca e tocca tutte le nostre famiglie.  Basti pensare che tutta la tutela dei consumatori di prodotti alimentari, coè di tutti, è tutta decisa al parlamento europeo.

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