Povera italia, così giovanile, così vecchia!

Secondo me ‘giovanile’ è uno degli aggettivi più tristi e patetici. Intanto significa che non si è più giovani, poi che non si vuole accettare di non esserlo, facendo del tutto, disperatamente, per apparire ciò che non si è più. Giovanile è, indubbiamente, il 73-enne Silvio Berlusconi, con i capelli trapiantati per nascondere la calvizie, lo spesso strato di cerone per coprire le rughe, sempre in vena di giovanili carinerie (le corna, il cucù alla Merkel, Obama bello e abbronzato, ecc.), e quel continuo ostentare il suo maschio interesse per le ‘belle donne’. Insomma, il tipico vecchio signore ricco, conservatore, potente e autoritario, legato alle forme e alle apparenze.
Che Berlusconi sia così sono fatti suoi, ma la cosa drammaticamente triste è che lui impersona ciò che oggi è – almeno in buona parte – la società italiana.  Berlusconi entrò in politica nel 1994, dopo gli scandali di ‘tangentopoli’ che, grazie alle inchieste giudiziarie di ‘mani pulite’, spazzarono via buona parte dei politici corrotti, cioè la quasi totalità di chi aveva governato l’Italia per 50 anni. Simbolo di ‘tangentopoli’ è stato l’allora primo ministro Bettino Craxi, condannato per corruzione e poi fuggito dall’Italia e morto latitante ad Hamamet nel 2000. Anche il Cavaliere era accusato di corruzione, e dal momento che Craxi, il suo potente amico- protettore non era più al potere, si trovò costretto ad entrare egli stesso in politica per mettersi al sicuro da quelle accuse. Infatti fondò a tempo di record il suo partito Forza Italia, in cui confluirono molti suoi amici, inclusi i socialisti ‘craxiani’. Allora molti italiani lo votarono, pur non conoscendolo ancora bene, aggrappandosi alla vana speranza che egli – proprio in quanto ‘antipolitico’ – rappresentasse ‘qualcosa di nuovo e di pulito’. Ma che – purtroppo – di nuovo e di pulito non aveva nulla.
Ora siamo nel 2009, gli italiani hanno convissuto con Berlusconi per 15 anni. In questi anni il Cavaliere, dopo la vittoria del ’94, ha perso, ha rivinto, ha riperso, e nell’aprile 2008 ha rivinto, questa volta anche con una solida maggioranza. Cosa ha fatto durante questi 15 anni per meritare tanto successo?  Rispetto a quello che ha promesso, non ha fatto molto, salvo i molti decreti legge che lo hanno messo al sicuro da (eventuali) condanne per corruzione, fino al decreto che lo ha messo ‘definitivamente’ al sicuro: l’immunità. Ma allora, perché gli italiani, in maggioranza, continuano a dar fiducia a quest’uomo? Un uomo che si loda e si ritiene simpatico e infallibile, che fa sempre e solo i propri interessi sostenendo che si sacrifica per gli altri, che non accetta di essere contraddetto e attacca sempre chi non concorda con lui, insultando e poi lamentandosi che sono gli altri ad insultarlo, che ha un ‘conflitto di interessi’ gigantesco, essendo proprietario di ‘quasi tutto’: reti televisive, giornali, case editrici, assicurazioni, banche, eccetera eccetera. Senza contare i suoi numerosi processi per corruzione, dai quali è sempre riuscito a salvarsi, per insufficienza di prove o per prescrizione.
Allora, perché gli italiani continuano a dar fiducia a quest’uomo? La risposta a questa domanda è triste: evidentemente moltissimi italiani (non tutti, è bene ripeterlo) si rispecchiano in lui, sono o quantomeno desiderano essere come lui.  A questi italiani piace questo modo politicamente scorretto di agire, di questa ‘antipolitica’, perché sono stufi delle politiche passate, corrette solo formalmente, e troppo spesso inaffidabili.  Piace questo infrangere le regole, perché sono stufi di troppe regole, spesso non uguali per tutti.  Piace questo ‘populismo’, per cui tu cittadino non devi cambiare, né migliorare, né essere più disciplinato, nè pagare necessariamente tutte le tasse, ecc. Tu cittadino devi anzi, essere più libero, e per esserlo, non devi cambiare tu, ma ‘la politica’, che per Berlusconi è la politica di sinistra, che (sempre secondo lui) si identifica con ‘la politica dei comunisti’. (Faccio notare che ‘i comunisti’ in Italia non hanno mai governato, e molti politici che hanno governato si trovano proprio nel suo partito).
Quindi, caro popolo italiano ‘lasciate fare tutto a me, ci penso io, che ho sempre avuto successo con i miei affari, e allo stesso modo risolverò anche i vostri’. È tristemente vero che impariamo ben poco dalle esperienze passate, e Giambattista Vico aveva proprio ragione con la sua teoria dei corsi e ricorsi della storia.  Colpiti dalla tragedia della prima guerra mondiale, alla fine di essa (1918) eravamo ridotti in uno stato di prostrazione, depressione, stanchezza, passività, tutti inesorabilmente ‘invecchiati’ da quella esperienza, col desiderio di rinascere, di ‘ringiovanire’. Insieme ai tedeschi e spagnoli ci aggrappammo alle illusioni del nazi-fascismo e del franchismo, dell’uomo forte che sistemi tutto, che ci faccia rinascere. Quindi da una ‘tragedia’ si è passati ad un’altra: 20 anni di dittatura fascista con la conclusione ’in bellezza’ della seconda Guerra mondiale. Dopo la Guerra e la caduta del fascismo, abbiamo avuto una nuova Costituzione (1946), basata, grazieadio, sull’antifascismo.  Abbiamo vissuto 50 anni governati dalla cosiddetta ’prima repubblica’ con la Democrazia Cristiana, con il boom economico degli anni ’60 e con gli innumerevoli cambi di governo, crisi e scandali vari, fino agli anni ’80 con i socialisti(?) di Bettino Craxi. Fino al 1993, quando l’inchiesta ’mani pulite’ ha messo fine alla prima repubblica.
Siamo alla seconda repubblica, stufi della politica e dei politici. Mussolini è ormai lontano. lo abbiamo appena dimenticato e ci stiamo nuovamente entusiasmando per un nuovo uomo potente, imbattibile e primatista.
Ci siamo dimenticati a quali conseguenze disastrose si arriva quando, per depressione, stanchezza, passività (caratteristiche tipiche dei vecchi) si rinuncia a credere alla democrazia, ai valori di legalità, giustizia sociale e senso civico, e si lascia – ancora una volta – tutto in mano all’uomo potente, imbattibile, primatista, e… così tanto giovanile.

Federico Venzi

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2 comments

  1. Caro Giuseppe, io ho detto che molti italiani si rispecchiano in Berlusconi, e tu dici che molti italiani gli danno fiducia e con lui ci stanno bene. La sostanza non cambia: sono tutti della stessa pasta. E questa è una triste realtà per te come per me.

  2. Io non sono d’accordo con Venzi quando dice che “moltissimi italiani si rispecchiano in Berlusconi, o quantomeno desiderano di essere come lui”. No Venzi. Gli italiani non sono deficienti, e la persona Berlusconi, piccola sotto tutti gli aspetti, non la invidia nessuno, tranne il suo portafoglio.
    Mi vengono in mente a proposito due bellissimi versi di Elisabeth Barret, una famosa poetessa inglese dell’ottocento:

    Ti amo non tanto per ciò che sei,
    bensì per ciò che io sono quando sono con te.

    Berlusconi stimola gli italiani a non pagare le tasse ed il falso non è più condannabile. E’ chiaro che gli danno il voto, la fiducia, e con lui ci stanno bene. Truffano lo stato, con mani e coscienza pulite!!! Triste realtà.

    Giuseppe Valvo

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