Dante a picco

Nel lontano 1889 Giosuè Carducci fondò la società “Dante Alighieri” allo scopo di diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo. Oggi esistono 423 comitati della ”Dante” presenti in quasi tutti i paesi del mondo dalla Patagonia alla fredda Vladivostok.

Negli ultimi due anni il governo Berlusconi ha ridotto il contributo statale alla “Dante” da un milione 700 mila euro a 600 mila euro.

Un’inezia per far fronte alla crisi economica italiana, ma questo taglio rappresenta i due terzi dei contributi dello stato per la “Dante” e obbliga questo ente, che si basa prevalentemente sul volontariato, a un drastico ridimensionamento dei suoi programmi: saranno eliminate  borse di studio e corsi di Italiano, cancellate conferenze, annullate le collaborazioni con enti, istituti e università di tutto il mondo. Un danno enorme per la cultura e il prestigio dell’Italia che avrà a lungo termine conseguenze anche economiche e commerciali. La Germania paga milioni di euro di contributi al “Goethe Institut”, così fanno gli spagnoli con il “Cervantes”, i francesi con “Alliance Francaise” , gli inglesi con il “British Council” e gli stessi portoghesi con l’istituto “Camoes”.  D’altra parte non c’è da meravigliarsi più di tanto della insensibilità culturale del nostro governo, basta vedere la lenta agonia della ricerca universitaria nel nostro paese. Se questi sono i “fatti” e non le “chiacchiere” di cui si vanta Berlusconi, povera Italia!

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