UNIONE EUROPEA UN MODELLO DA ABBANDONARE?

Apparteniamo alla prima generazione di europei che non è stata provata dalle orrende guerre, in particolare dalla I e dalla II guerra mondiale, che ha visto uno sviluppo positivo quasi ininterrotto fino ai nostri giorni della nostra economia, delle nostre libertà e della nostra possibilità di muoverci in uno spazio così grande come quello dell’Unione EuropeaMai nella storia dei Paesi europei ci sono stati, ci sono e ci saranno (?) tanti studenti che studiano e/o fanno ricerche in Paesi differenti dal loro Paese di nascita. 

Il sogno che nell’ormai lontano giugno del 1941, durante il soggiorno forzato sull’isola di Ventotene, ha ispirato Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, è da tempo divenuto realtà. Il documento di base del federalismo europeo resta: il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene . Questa realtà non può e non deve essere distrutta dalla crisi politica ed economica scatenata dal coronavirus.

Naturalmente l’Unione Europea non è perfetta e alcune  delle sue debolezze maggiori crediamo siano una mancanza di tassazione comune e un maggiore impegno per una giustizia sociale. Se non avremo in breve un tipo di tassazione comune e  un sistema fiscale comune che finanzi un progetto di giustizia sociale , non potremo continuare a godere della libera circolazione di persone, servizi e capitali. Al contrario, finiremo dritti nelle braccia dei sovranisti.

Sfortunatamente sembra che l’unico discorso che attiri le classi popolari sia quello nazionalista. Quello che parla di ritorno alle frontiere e ai dazi, quello che si oppone violentemente contro gli immigrati. Questi sono i temi portati avanti spudoratamente da Matteo Salvini e Giorgia Meloni in Italia. Ma questa soluzione non potrà funzionare, perché non affronta temi vitali come il ridurre le disuguaglianze sociali o di come lottare contro il cambiamento climatico.

Solo un progetto internazionalista e socialista è in grado di far sì che le disuguaglianze sociali vengano ridotte e il pianeta terra sia salvato con tutta la sua bellezza. Storicamente parlando, le crisi sono state sempre importanti nella riduzione delle disuguaglianze. Ci auguriamo che anche questa crisi riduca le disuguaglianze nell’interno dell’Unione Europea e si trasformi in un modello di come diminuire le disuguaglianze sociali a livello mondiale.

Antonio Domenico Trivilino         

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