UNA POLITICA SURREALE

Dopo le elezioni del 4 marzo 2018, i fatti politici avvenuti in Italia sono stati a dir poco surreali.

Come sappiamo, il primo giugno 2018 nasce il cosiddetto “governo gialloverde”, formato dai due partiti “vincitori”, ma purtroppo anche incompatibili tra loro: il Movimento 5 Stelle (M5S), che ottiene oltre il 32%, e la Lega, con oltre il 17%.

Il 26 maggio 2019 si sono tenute le elezioni europee, dove il M5S ha dimezzato i consensi, fermandosi ad un deludente 17%, mentre la Lega li ha raddoppiati, superando il 34%.

Perché mai tutto questo consenso verso Salvini? Verso un politico non certo eccellente né particolarmente capace? Salvini sarebbe potuto essere anche peggiore di quello che è, ma avrebbe comunque mantenuto quel 30% o anche 40% di sostenitori. Ma chi sono i suoi sostenitori? Non si tratta, come molti sostengono, solo di cittadini ignoranti, razzisti e fascistoidi, si tratta per lo più di gente che ha perso ogni fiducia verso le istituzioni, inviperita verso una classe politica per lo più corrotta e incapace di risolvere i loro problemi (lavoro, sicurezza eccetera). Quindi si rivolgono verso “chi protesta”, verso chi fa “la voce grossa”. Verso qualcuno come Salvini.

Ma ecco che il 5 settembre 2019 accade un fatto surreale. Dopo 15 mesi di governo, Salvini, all’apice dei consensi, pur avendo acquistato una posizione predominante nel governo, decide improvvisamente di farlo cadere, credendo (a torto), che sarebbe stato automatico tenere subito nuove elezioni, dove lui credeva (a ragione) di vincere, assumendo “pieni poteri”.

Purtroppo per lui la Costituzione italiana prevede elezioni anticipate solo se risultasse impossibile formare una nuova maggioranza di governo tra deputati e senatori già eletti alle ultime votazioni.

Ecco che allora, nel giro di pochi giorni, la Lega di Salvini passa all’opposizione, e l’Italia passa dal governo “più a destra” della sua storia (dopo il fascismo), al governo “più a sinistra” mai avuto finora, e tutto questo mantenendo lo stesso presidente del Consiglio di prima (Giuseppe Conte), e lo stesso partito di maggioranza di prima, il Movimento 5 Stelle!

Ma andiamo con ordine. I risultati delle elezioni politiche hanno praticamente reso impossibile la formazione di un governo che si possa definire “normale”. Questo perché i due partiti vincitori, cioè il M5S e la Lega hanno ideologie e politiche troppo diverse tra loro, e nessuno degli elettori dei due partiti avrebbe desiderato che governassero insieme.

Probabilmente un’alternativa non facile ma meno anomala, poteva essere una coalizione tra M5S e Partito Democratico (PD), perchè pur odiandosi tra loro, hanno però diversi punti in comune. Ricordiamo che quando Renzi era il segretario del PD, le sue politiche centriste fecero scappare milioni di elettori, che dal PD passarono al M5S. Questo ha portato Renzi ad un vero odio verso il M5S, non tanto per differenze ideologiche, ma soprattutto perché quel movimento rappresentava un pericolosissimo concorrente. Fu quindi proprio il “no” di Renzi a formare una coalizione con il M5S, che rese inevitabile la formazione dell’anomalo governo giallo-verde.

Non staremo qui ad elencare tutte le cose successe nei 15 mesi di vita del governo. Salvini-e Di Maio, i due vicepremier, erano loro a decidere cosa mandare avanti del loro programma, con la tacita approvazione di Giuseppe Conte, un allora anonimo avvocato pugliese, scelto come presidente del Consiglio solamente perché sarebbe stato impossibile scegliere tra Salvini e Di Maio.

Come abbiamo detto, Salvini fa cadere il governo. A quel punto, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella vede se c’è la possibilità di formare un nuovo governo, così come vuole la Costituzione. A questo punto accade qualcosa di incredibile. Proprio Matteo Renzi, il più accanito nemico e oppositore del M5S, propone la possibilità di un governo PD-M5S (in realtà questa era l’unica possibilità per formare una maggioranza capace di contrastare la destra estrema di Salvini).

Ovviamente la proposta di Renzi viene accolta dal segretario del PD Nicola Zingaretti (da non confondere con il fratello Luca, l’attore protagonista del commissario Montalbano).

In brevissimo tempo PD, M5S con l’aggiunta del partito di sinistra LEU (Liberi e Uguali), si accordano su un programma comune e sui nomi della squadra di governo. Incredibilmente viene confermato Giuseppe Conte come presidente del Consiglio, cioè la stessa persona che fu premier del governo “più a destra”, e che ora diventa premier del “governo più a sinistra”.

Come si può giustificare questo trasformismo?

Quando Salvini fece cadere il governo gialloverde, fu proprio Conte a scagliarsi duramente contro di lui, accusandolo di irresponsabilità, perché Salvini fece cadere il governo solo per smania di potere, mettendo così a rischio la stabilità del Paese. Inoltre Conte lo accusa di ignoranza, perché secondo la Costituzione, non può essere Salvini a decidere quando andare a nuove elezioni. Dobbiamo anche considerare il fatto che Conte, secondo i sondaggi, è il leader più gradito dagli italiani (54%), e nei 15 mesi del suo anomalo governo, ha dimostrato notevoli capacità nel tenere buoni rapporti con l’Unione Europea, malgrado le continue esternazioni anti-europee della Lega.

Salvini e Conte, due nemici dichiarati

Il 5 settembre 2019 nasce quindi il secondo governo Conte, il cosiddetto “governo giallorosso”.

Ma le sorprese non finiscono qui. Matteo Renzi, il più grande nemico del M5S, e contemporaneamente promotore dell’alleanza PD M5S, relegato ad un ruolo di secondo piano nel PD di Zingaretti, decide improvvisamente di uscire dal PD per fondare un partito tutto suo, “Italia viva”. In realtà non è difficile capire questa mossa. Lo ha fatto per tornare ad essere un “leader” e per acquistare un ruolo di peso nel governo, che lui appoggia, ma che nello stesso tempo può dettare le sue condizioni.

Matteo Renzi, leader di “Italia viva”

Come valutare questa manovra di Renzi? È certamente positivo il fatto che con il nascere di questo nuovo partito, il governo si rafforza numericamente, perché la somma degli aderenti al PD più “Italia viva” è superiore agli aderenti del solo PD. È altresì positivo il fatto che l’uscita di Renzi dal PD, restituisce finalmente al partito la sua originaria natura di centrosinistra. L’aspetto negativo sta nel fatto che Renzi non è un politico particolarmente affidabile. Con la sua smania di protagonismo, al pari di Salvini, Renzi ha dimostrato di guardare più al proprio “ego” che al bene del Paese. Quindi non possiamo escludere che, se lo ritenesse conveniente per i propri interessi, potrebbe far cadere il governo, con il grosso rischio di consegnare il Paese in mano alla destra estremista, sovranista ed antieuropea di Salvini.

Cosa succederà ora? Noi crediamo che l’Italia sia più al sicuro se questo governo continuerà a governare, sappiamo però che la Lega di Salvini continua ad avere molti consensi, che potranno diminuire solo se questo governo dimostrerà con i fatti di essere serio, onesto e competente, e che quindi, oltre che a governare, sarà in grado di governare bene.

Federico Venzi
(Settembre 2019)

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