25 APRILE 2009 Appello ai Giovani

La festa del 25 aprile onora la lotta vittoriosa della Resistenza contro il fascismo e l’invasore nazista. Fu una lotta di popolo nelle valli alpine, nelle città, nelle campagne, nei campi di concentramento. Le maggiori città del centro nord d’Italia furono liberate dalle formazioni partigiane prima che arrivassero le truppe alleate. Ma aldilà del contributo militare è sul piano politico, come abbiamo detto più volte sulle colonne di questo giornale che la Resistenza italiana esprime meglio il suo valore precipuo e la sua funzione catartica. Grazie alla resistenza l’Italia può tornare con dignità nel consesso delle nazioni libere. La Resistenza è il miracolo laico da cui sono nate la Repubblica e la Costituzione, il DNA della nostra democrazia che ha resistito alle trame golpiste, alla strategia della tensione, alla mutazione autoritaria che è sotto gli occhi di tutti. In questo senso la Resistenza continua contro l’arroganza di chi vorrebbe trasformare il Paese in un feudo personale o in una repubblica delle banane.

Avete mai visto finora Berlusconi alla festa del 25 aprile? “ci sono troppe bandiere rosse” dice ”è una festa comunista”. La verità è che egli non può celebrare la Resistenza, e nello stesso tempo colpire con la sua azione di governo la Costituzione che è figlia della Resistenza. E’ opportuno ricordare quei principi che fanno della nostra Costituzione una delle più avanzate del mondo, e vedere come sono stati finora disattesi.

Articolo 3
”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’ugualglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti I lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Questo articolo è stato ignorato. Le differenze economiche e sosiali tra i cittadini sono aumentate invece di diminuire.

Articolo 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Anche questo articolo è rimasto sulla carta. Infatti sono milioni i lavoratori disoccupati.

Articolo 11
”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.  Anche questo articolo  è stato stracciato più volte con la partecipazione alle guerre nel Kosovo, in Irak e in Afganistan.

Articolo 41
”L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.  La legge determina i programmi e i  controlli opportuni perchè l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
Questo articolo è stato ignorato. Lo sviluppo economico avvenne senza regole, le coste dell’Italia e le sue città sono state devastate dal cemento e tante bellissime piazze sono diventate dei parcheggi per auto. L’inquinamento nelle città è tale da essere causa di tumori.

Non c’è nessuna intenzione oggi di cominciare ad applicare finalmente questi articoli, ma piuttosto di eliminarli dalla Carta. Con la riforma del sistema giudiziario, che il governo vorrebbe attuare è in pericolo l’indipendenza della magistratura  e si assiste al tentativo di riportare il pubblico ministero sotto il controllo del potere esecutivo, come durante il fascismo. Viene gravemente leso il diritto all’informazione con il perdurante monopolio privato delle reti televisive e con la annunciata legge sulle intercettazioni. La legge sul testamento biologico , proposta dalla maggioranza , è incostituzionale, lesiva dei diritti delle persone.Il nostro è diventato il paese delle leggi ad personam, Ecco alcune delle più famigerate leggi varate dai governi Berlusconi: legge sulle rogatorie (2001), legge sul falso in bilancio (2002), legge Cirami sulla legittima suspicione (2002), legge Gasparri sull’informazione televisiva (2004), ex Cirielli in material di prescrizione (2005) legge Pecorella sulla inappellabilità delle senteze di assoluzione (2006), lodo Alfano sull’immunità delle più alte cariche dello stato (2008).

Oggi il mondo è investito da una crisi economica  senza precedenti. Il capitalismo mostra le sue crepe. L’Italia rischia di affondare. Si tagliano i fondi per la scuola e per la ricerca nelle università.. I giovani sono costretti al precariato. La disoccupazione è in aumento. Che fare? Gli uomini e le donne che hanno fatto la Resistenza non ci sono più, i sopravissuti hanno ormai più di ottantanni. Ora tocca a voi giovani lottare per il vostro futuro. A voi può essere rinnovato, oggi, l’appello che Gramsci, rivolse tanti anni fa  ai giovani : “istruitevi, perchè avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza, agitatevi perchè avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo, organizzatevi perchè avremo bisogno di tutta la vostra forza”. Oggi la Resistenza non si fa con le armi, ma con l’intelligenza, le idee, i progetti, l’organizzazione. Non perdete la speranza e l’ ottimismo della vostra giovinezza. Non scoraggiatevi..Abbiate fiducia nelle forze sane che ancora esistono del Paese,  e abbiate come stella polare del vostro agire politico i principi fondamentali della nostra Costituzione.
V. T.

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