Considerazioni di fine anno sulla situazione politica italiana

1. I fatti significativi del 2018

Si avvicina l’anno nuovo ed è tempo di fare alcune considerazioni su ciò che è successo durante l’anno che sta per terminare, e su cosa ci aspettiamo nell’anno che sta per iniziare.

Secondo i sondaggi, i fatti politici che hanno maggiormente colpito gli italiani sono stati: 1. il voto del 4 marzo con il successo del Movimento 5 Stelle di Di Maio e della Lega di Salvini.  2. il 1º giugno, la nascita del nuovo governo Conte con il relativo contratto, 3. il braccio di ferro con l’UE per l’approvazione della manovra economica, 4. la chiusura dei porti italiani alle navi dei migranti, 5. la crisi del PD e della sinistra in Italia.

I fatti di cronaca sono stati:

1. il crollo del Ponte Morandi a Genova, 2. le alluvioni e i dissesti idrogeologici, 3. il problema dell’aumento della droga tra i giovani.

2. Il consenso al nuovo governo

Se guardiamo le percentuali delle intenzioni di voto dei principali partiti, da marzo a dicembre.

Intenzioni di voto Elezioni politiche dicembre, settembre, maggio’ aprile, marzo 4 marzo

      Intenzioni     Elezioni 
        di voto     politiche 
  dicembre  settembre  maggio  aprile  marzo  4 marzo 
   Lega  33,0  30,2  22,1  21,6  18,2  17,4 
   Movimento 5 Stelle  26,5  29,4  31,1  32,9  33,8  32,7 
   Partito Democratico  16,8  17,3  17,6  17,8  18,4  18,7 
   Forza Italia  8,0  8,7  13,2  12,6  12,8  14,0 

… vediamo che il dato più evidente è la forte crescita della Lega, mentre il 5 Stelle è in calo, e sono in calo anche i principali partiti di opposizione: il Partito democratico e Forza Italia.

A questo punto viene da chiedersi come mai questo governo mantiene ancora un consenso così alto, oltre il 59%, mentre le opposizioni sono sempre in calo?

La maggioranza degli italiani continua dar fiducia a questo governo perchè non vede alternative, avendo perso completamente la fiducia verso i partiti tradizionali, oggi all’opposizione, ma che hanno governato per anni, portando l’Italia in una situazione sempre più precaria, per quel che riguarda il lavoro e la crescita, insieme alla crescente povertà, criminalità e corruzione.

3. Perché la Lega guadagna consensi e il Movimento 5 Stelle li perde? Salvini, essendo un populista, dice cose popolari, ed è quindi in linea con gli umori che ci sono nella società. Le idee della Lega appaiono a molti come proposte di buon senso: “prima gli italiani”, “il controllo rigido dell’immigrazione”, “più sicurezza”, “abbassamento delle tasse”.

I 5 Stelle invece hanno affermato che per loro fare un governo con il PD o con la Lega era uguale, messaggio non molto accettato dal proprio elettorato. Inoltre le loro proposte, molto apprezzate da una grossa fetta di cittadini, costano molto, e i soldi per realizzarle tutte non ci sono.

4. I principali protagonisti politici del 2018

Con il 70% dei consensi, il presidente Sergio Mattarella è quello che gode maggior popolarità. Persona estremamente sobria, rappresenta la stabilità e la continuità, caratteristiche queste che danno sicurezza, e garanzia che l’Italia non cadrà nel burrone. Mattarella è l’uomo competente che sa ciò che si deve fare senza avere l’ansia di apparire nuovo. Il suo principale obiettivo è sempre stato quello di far  funzionare questo governo. Pochi avevano sentito parlare del professor Giuseppe Conte, fino a quando Luigi Di Maio in campagna elettorale lo ha presentato come futuro ministro dei 5 Stelle per la Pubblica Amministrazione. Questo “avvocato di tutti gli italiani”, è stato criticato da quasi tutti i media ancor prima di aver ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo, tuttavia i primi risultati sono stati apprezzati dagli italiani e possiamo dire che Conte è stato “promosso” con il 60% dei consensi.

Come definire Salvini? Nè disonesto nè corrotto, è certamente un politico abilissimo, uno che sa fiutare il consenso. C’è da chiedersi se sia da preferire questo “fascistoide onesto” invece dei suoi predecessori “democratici disonesti”…

Malgrado ciò, tanti italiani sono perplessi per le sue posizioni fascistoide e razziste. Addirittura molti sostengono che finora le ha sbagliate tutte. Partiamo dalla questione sbarchi e dai porti chiusi. La mossa di Salvini è stata quella di impedire lo sbarco in un qualsiasi porto italiano a navi di organizzazioni non governative cariche di profughi. Grandi apprezzamenti da buona parte degli organi di stampa e del popolo, ma ciò che Salvini sta ottenendo, è che il Trattato di Dublino non verrà cambiato. Inoltre è riuscito ad irritare Francia e Germania, che hanno l’arma della chiusura delle frontiere ed il rimpatrio dei profughi nei Paesi di primo sbarco, cioè praticamente in Italia. Salvini dichiara che il presidente della Commissione europea Juncker è un ubriacone che ha rovinato l’Italia e l’Europa. A proposito della mafia, il fatto che per Salvini sia più importante occuparsi di Medici Senza Frontiere anziché del latitante mafioso Matteo Messina Denaro, è qualcosa di assurdo per un ministro degli interni. Ancora più assurda è la velata minaccia di togliere la scorta a Roberto Saviano, che della lotta alla camorra, è diventato un simbolo. O anche la proposta di cancellare ogni limite all’utilizzo del contante, un regalo per chi vive di economie sommerse e ricicla denaro sporco.

Luigi Di Maio è un ragazzo comune. Non ha un CV adeguato, sbaglia qualche volta i congiuntivi, non è laureato, ha fatto lavori umili e questo gli fa solo onore. Ha costruito un’alleanza spericolata con Salvini, un suo ex nemico, eliminando la dicotomia “destra/sinistra” in un governo che è maggioranza e opposizione, rivoluzione e restaurazione. Penso che dovremmo dare credito a questo ragazzo normale, piuttosto che credere ai tanti media che ci raccontano che questo giovane vicepresidente del consiglio è il peggio del peggio. C’è da chiedersi se sia da preferire Luigi Di Maio questo “incompetente onesto” piuttosto che qualcuno dei suoi predecessori “competenti disonesti”.

5. La svolta dell’Europa: la “rivoluzione” dei “gilet gialli”

Il grande cambiamento di indirizzo da parte dell’Europa, è avvenuto a seguito delle forti proteste da parte dei cosiddetti “gilet gialli”, cittadini francesi che in gran numero hanno bloccato le strade di tutto il Paese. La loro rabbia è scoppiata a causa dell’aumento delle tasse sul gasolio, e si è allargata fino a diventare una protesta contro il presidente Macron. A seguito di questi fatti, Macron si è rivolto alla nazione annunciando una serie di misure. Oltre all’annullamento della tassa sull’aumento dei carburanti, ha promesso l’aumento del salario minimo, il lavoro straordinario non tassato e lo stop al prelievo sulle pensioni inferiori ai 2000 euro. Tutto questo ha portato il rapporto deficit/Pil al 3,5%.

A questo punto, per la Commissione europea sarebbe stato difficile sostenere che con il 3,4% di deficit in Francia, in Italia si doveva andare sotto il 2%. Dopo la bocciatura della Commissione europea sulla manovra (cioè il DEF: Documento di Economia e Finanza), per il rapporto deficit/Pil al 2,4%, il premier Conte si è accordato con il rapporto deficit/Pil al 2,04% per evitare la procedura di infrazione che avrebbe creato grossi problemi alle imprese.  Da una parte c’è stata la “ragionevolezza” del premier Conte, appoggiato dal presidente Mattarella, che, grazie a compromessi, hanno consentito all’Italia di andare avanti. Dall’altra parte ci sono i due vicepremier Salvini e Di Maio, che invece trattare con l’Europa, hanno gestito il tema europeo come una sfida muscolare, ripetendo più volte che non avrebbero “mollato di un millimetro”.

6. Dov’è finita la sinistra in Italia?

Tutta la sinistra italiana ha subìto una lunga serie di sconfitte, ed ora deve costruire una strada nuova dando risposte nuove. Non si è trattato unicamente di semplici sconfitte, si è trattato di una perdita di senso, di un vero e proprio snaturamento. La sinistra doveva dividere gli avversari, cercare di non farli andare al governo insieme. Invece ha rinunciato. Probabilmente sarebbe stato meglio se avesse accettato un dialogo con i 5 Stelle, invece Renzi disse: “non vedo l’ora che vadano al governo, io li aspetto al varco”. No comment.  L’opposizione fatta dalla sinistra (e non solo la sinistra…) verso questo governo è, a dir poco, patetica. Ci hanno raccontato che stiamo andando verso la rovina, che i nostri figli moriranno di fame, che perderemo tutti i nostri risparmi ecc. Si può essere contrari, credere che l’economia peggiorerà, che l’Italia non farà passi avanti, ma evocare catastrofi è ridicolo.

7. Previsioni per il nuovo anno

E’ molto difficile azzardare previsioni, nella situazione in cui si trova oggi l’Italia. Possiamo solo dire che quello che attende il nostro Paese nel 2019, è economicamente e politicamente incerto. Le intenzioni del governo “gialloverde”, tutto sommato, sono buone, l’alleanza Lega/Movimento 5 Stelle è stata fatta per durare e per riuscire a fare delle riforme importanti a vantaggio del Paese.

Purtroppo una cosa sono le intenzioni, un’altra è la realtà. Tra Lega e Movimento 5 Stelle ci sono delle differenze di fondo, e più si va avanti, più queste differenze potrebbero peggiorare la situazione.

Finora Salvini e Di Maio hanno dimostrato di avere una forte intesa personale e di essere quindi in grado di mediare costantemente su tutte le questioni politiche emerse fino ad oggi.

Bisognerà vedere se quest’equilibrio durerà.

Federico Venzi.

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