Un Governo anomalo

La Lega di Salvini e il Movimento 5 Stelle di Di Maio, i due partiti“quasi vincitori” del 4 marzo, dopo oltre 80 giorni di travagliatissime trattative, riescono finalmente a formare il cosiddetto “Governo del Cambiamento”, ufficializzandolo il 1. giugno con la cerimonia del giuramento di fronte al Presidente Mattarella, ed il 5 e 6 giugno, con la fiducia rispettivamente al Senato ed alla Camera.  Molti italiani hanno criticato i tempi troppo lunghi per raggiungere questo accordo di Governo.  Io ritengo invece che non poteva essere altrimenti, date le differenze notevoli, e quasi insormontabili, fra due forze politiche così differenti.

Un Governo molto particolare.

Questo “Governo del cambiamento”, chiamato così dai due leader, è indubbiamente un Governo molto particolare, assolutamente inedito ed anche anomalo, perché rappresenta contemporaneamente interessi molto diversi ed anche in conflitto fra loro.

Da una parte ci sono gli elettori della Lega, per lo più imprenditori ed agricoltori del nord, le cui priorità sono l’abbassamento delle tasse ed uno Stato al quale si richiede essenzialmente di garantire la sicurezza e di fermare l’immigrazione, lasciando i cittadini liberi da burocrazie e controlli. La Lega, quindi, oltre a promettere di fermare l’immigrazione clandestina, propone la “flat tax” al 15% per tutti, cosa che avvantaggerebbe i ricchi a spese dello Stato e di conseguenza a spese delle classi disagiate.

Dall’altra parte ci sono gli elettori del Movimento 5 Stelle, molti dei quali (specialmente del sud ma non solo) si trovano in gravi problemi di sopravvivenza, per l’alto grado di disoccupazione e di sfruttamento, e con fenomeni di corruzione e illegalità sempre più diffusi. Per andare incontro alle classi più disagiate, il Movimento 5 Stelle propone il “reddito di cittadinanza”, che però comporta spese di miliardi, da parte di uno Stato come il nostro, indebitato fino al collo.

Stando così le cose, sembra molto difficile che uno stesso Governo sia in grado di attuare programmi così differenti e costosi.

Perchè proprio un Governo così?

Questo Governo è potuto nascere essenzialmente perché una grandissima parte degli italiani ha abbandonato i Partiti tradizionali, tipo il Partito Democratico e Forza Italia. Da una parte i cittadini di centro-sinistra non si sono più sentiti rappresentati dal Partito Democratico, a causa delle politiche del “rottamatore” Renzi, rivolte principalmente a salvaguardare gli interessi delle banche e della finanza, tradendo così l’essenza del concetto di “sinistra”, che dovrebbe invece dare priorità alle necessità e ai diritti delle classi meno abbienti. Quindi una gran parte del “popolo di sinistra”, non avendo più un partito di riferimento, si è rivolto a questo nuovo movimento, il 5 Stelle, con la speranza che faccia meglio, o almeno non peggio, se non altro perché esso pone al primo posto la legalità. Alcuni (ma una piccolissima parte) hanno invece votato per il nuovo partito di sinistra “Liberi e Uguali”, molti altri hanno optato per il non-voto.

Dall’altra parte i cittadini di destra, conservatori e di idee liberali, non si sono più riconosciuti nell’ormai vecchio e ripetitivo Silvio Berlusconi, che obiettivamente ha ormai fatto il suo tempo. Molti di costoro, quindi, hanno visto in Salvini la nuova destra e gli hanno dato fiducia, altri non hanno votato, ed altri ancora hanno optato per il Movimento 5 Stelle.

Questo governo è o non è espressione della volontà dei cittadini?

Da un punto di vista numerico, non c’è dubbio che questo Governo rappresenta una grossa fetta dell’elettorato, premiando i partiti che effettivamente sono risultati più graditi agli italiani.

Ma il problema sta nel fatto che queste due formazioni politiche sono molto diverse. La Lega di Salvini non nasconde le sue simpatie per il Fronte Nazionale di Marine Le Pen, né disdegna le simpatie di movimenti dichiaratamente fascisti come Forza Nuova e Casa Pound. Inoltre, molte delle affermazioni di Salvini non nascondono elementi di razzismo e di odio verso gli immigrati, fomentando episodi di intolleranza, di discriminazione e a volte anche di violenza.

Sull’ altro fronte, il Movimento 5 Stelle rappresenta la lotta alla corruzione, ai privilegi, mettendo al primo posto la legalità. Inoltre ben 3 milioni di italiani di sinistra hanno abbandonato il Partito Democratico per rivolgersi al 5 Stelle. Questi cittadini, quindi, non possono in alcun modo sentirsi rappresentati dalla Lega di Salvini. Del resto, anche molti simpatizzanti della Lega non vedono di buon occhio il Movimento 5 Stelle, ritenendolo incompetente, quindi inaffidabile.

Il Partito Democratico ha fatto bene o male a rifiutarsi di cercare un accordo per formare un governo con i 5 Stelle?

Durante il periodo di trattative per la formazione del Governo, il rifiuto di Di Maio a trattare con Silvio Berlusconi, ha portato ad una situazione di stallo, poiché la Lega di Salvini si era presentata agli elettori in coalizione con Forza Italia di Berlusconi, oltre che con “Fratelli d’Italia” di Giorgia Meloni.

Del resto Di Maio non avrebbe mai potuto accettare di governare con Berlusconi. Intanto perchè questo avrebbe rappresentato l’esatto contrario di ciò che il 5 Stelle rappresenta, cioè il rifiuto della vecchia politica, specialmente quella berlusconiana, ritenuta corrotta e dannosa per il Paese. Quindi un ipotetico Governo con Berlusconi avrebbe rappresentato la morte del 5 Stelle.

Stando così le cose, Di Maio tenta un accordo con il Partito Democratico, anche perché esso ha in effetti più punti in comune con il 5 Stelle che con la Lega. Purtroppo però il Partito Democratico, anche a seguito di una forte pressione di Renzi, vuole unicamente restare all’opposizione, rifiutando qualsiasi dialogo.

Alcuni commentatori sostengono che il Partito Democratico ha fatto bene a non “sporcarsi” con il 5 Stelle, auspicando un fallimento nella formazione di un Governo ritenuto nefasto. Altri commentatori, invece, sostengono il contrario, ritenendo che per l’Italia sarebbe stato senz’altro preferibile un Governo PD – 5 Stelle. Inoltre il rifiuto del Partito Democratico avrebbe dato via libera ad un Governo con Salvini (come è avvenuto), il che non dovrebbe essere auspicabile da nessuna formazione di sinistra.

Il Presidente Mattarella ha fatto bene o male a non rivolgersi alla coalizione di centrodestra per formare un governo?

Il popolo di destra ha criticato il Presidente Mattarella per non aver dato l’incarico a Salvini per formare un governo. Questo perché la coalizione di centrodestra ha effettivamente ottenuto un consenso maggiore (37%) rispetto al Movimento 5 Stelle (32,7%) che si è presentato da solo. Il problema però sta nel fatto che il 37% non permette di formare un Governo, a meno che non venissero “convinti” dei parlamentari di altri partiti a dare la fiducia (non si sa bene con quali mezzi). Al contrario, i partiti Lega e 5 Stelle, sommati insieme, raggiungono il 50,1%. Lasciamo a voi lettori giudicare positivamente o negativamente questa scelta del Presidente.

Era meglio o peggio l’opzione del Presidente Mattarella di incaricare Carlo Cottarelli a formare un nuovo Governo?

Quando Mattarella ha valutato la proposta di formazione del Governo Lega – 5 Stelle, ha ritenuto di non poter accettare la scelta (voluta da Salvini) di mettere un certo Paolo Savona come ministro dell’Economia. Questo a causa delle posizioni di Savona alquanto radicali e negative verso l’Unione Europea e l’Euro.

Ecco allora una nuova situazione di stallo, di fronte alla quale Mattarella ha preso la non facile decisione di proporre la formazione di un Governo presieduto da uno stimato economista, certamente gradito all’Europa, di nome Carlo Cottarelli. Un siffatto Governo avrebbe probabilmente dato più stabilitá all’Italia, ma sarebbe stato un nuovo “Governo tecnico”, sul modello del Governo Monti, cioè un Governo non eletto dai cittadini, che sarebbe stato, con tutta probabilità, sfiduciato dalle Camere.

A questo punto Di Maio propone di spostare Paolo Savona da Ministro dell’Economia a Ministro degli Affari Europei. Questa proposta viene approvata. Quindi il Governo Lega 5 Stelle torna ad essere attuale, così che il “Governo del cambiamento” diventa una realtà.

E’ stato giusto o sbagliato dare l’incarico di Presidente del Consiglio all’Avvocato Giuseppe Conte?

Trattandosi di un Governo Salvini-Di Maio, è naturale che gli elettori della Lega avrebbero voluto Salvini come Presidente del Consiglio, così come gli elettori del 5 Stelle avrebbero voluto Di Maio. Nessuno, però, ha vinto queste elezioni, quindi, per non scontentare nessuno, si è scelto di “scontentare” tutti, cioè trovare una terza persona neutrale, gradita ad ambedue i leader. Un “cittadino” con l’autorità e le capacità per portare avanti il “contratto di Governo” approvato con fatica da Salvini e Di Maio. Questo “cittadino”, di nome Giuseppe Conte, è un Professore e un Avvocato, senza esperienze politiche, che da candidato ministro per la Pubblica amministrazione nella squadra di governo 5 Stelle, è ora presidente del Consiglio dell’esecutivo del così detto “Governo giallo-verde” (Governo anomalo anche nei colori).

Non ci resta, quindi, che sperare che Conte, il nuovo premier, sia veramente in grado di ricoprire un così importante compito per il nostro Paese. E’ stata la scelta di Conte una mossa giusta o sbagliata? Funzionerà questo anomalo Governo giallo-verde? Nessuno può ancora dare una risposta. Staremo a vedere.

Federico Venzi

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