L’ingarbugliata situazione italiana

Domenica 4 marzo 2018 si sono tenute le elezioni politiche per il rinnovo dei due rami del Parlamento: il Senato e la Camera dei deputati.

I risultati di queste elezioni hanno provocato un vero e proprio terremoto ed hanno ulteriormente ingarbugliato la già caotica situazione politica italiana, mai stata così confusa. Vediamo perché.

La forza politica più votata è stato il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio, con oltre il 32% dei consensi, “stravincendo” in tutto il sud-Italia. Il centrodestra, essendosi presentato agli elettori come coalizione di 4 partiti, ha ottenuto oltre il 37%, “stravincendo” in tutto il nord-Italia. All’interno del centrodestra, un risultato straordinario è stato quello della Lega di Matteo Salvini, con oltre il 17%, voti provenuti in gran parte da Forza Italia dell’anziano Silvio Berlusconi, in calo a circa il 14%. Gli altri 2 partiti della coalizione, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni e Noi con l’Italia di Raffaele Fitto, hanno ottenuto rispettivamente oltre il 4% ed oltre l’1%.

Il centrosinistra, invece, ha subìto una grave sconfitta, con un risultato a dir poco disastroso. Il Partito Democratico di Matteo Renzi, non è andato oltre il 19%, perdendo oltre 6 milioni di voti rispetto alle precedenti elezioni del 2013. Deludente anche il risultato del nuovo partito Liberi e Uguali di Pietro Grasso, che ha superato di poco il 3%. Questo partito avrebbe dovuto raccogliere i voti di molti elettori delusi del Partito Democratico di Renzi (che “di sinistra” ha oggi ben poco) più buona parte degli elettori astenuti. Invece, la maggioranza del “popolo di sinistra”, o si è rivolto verso il Movimento 5 Stelle, o ha continuato ad astenersi.

Stando così le cose, le uniche forze politiche che da sole potrebbero formare un governo, sono: o il Movimento 5 Stelle, o la coalizione di centrodestra. Raggiungere una maggioranza, però, sarà un’impresa difficilissima, se non impossibile per ambedue le formazioni. Vediamo i motivi.

Come prima cosa, nessuno dei due ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento e quindi la governabilità. Sia il centrodestra che il Movimento 5 Stelle dovranno quindi cercare alleati di governo tra gli altri partiti, che sono il Partito Democratico, Liberi e Uguali, ed altri “partitini” che non stiamo qui ad elencare.

L’unica possibilità per avere i numeri per governare, sarebbe un “governo di responsabilità” con il Partito Democratico, che però dovrebbe fare i conti con Renzi e i suoi fedelissimi.

Renzi, anche se ha dato le dimissioni da segretario del suo partito, ha dichiarato: “Non avranno i nostri voti”. Il renziano Ettore Rosato, ha aggiunto: “Il Partito Democratico passerà all’opposizione. Nessun governo con i 5 Stelle o con il centrodestra. Se hanno i numeri governino”.

I numeri per governare ci sarebbero anche con una ipotetica coalizione formata dal Movimento 5 Stelle, Lega e Fratelli Cosa accadrà ora? Tra l’8 e il 9 marzo i nuovi eletti cominceranno a registrarsi in Parlamento, poi, il 23 marzo, è prevista la prima seduta delle nuove Camere, nel corso della quale verranno eletti i presidenti dei due rami del Parlamento. Il 25 marzo è il termine ultimo dove i singoli deputati si posizioneranno nelle diverse formazioni politiche. A questo punto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visti i numeri, avrà il non facile compito di conferire un incarico esplorativo o pieno a un “futuro” presidente del Consiglio, che, a quel punto, dovrà riuscire a mettere assieme una maggioranza parlamentare e presentare la lista dei ministri al presidente Mattarella. Quindi il presidente del Consiglio incaricato, si presenterà ai due rami delle Camere per chiedere la fiducia.

Se una delle due forze trovasse una maggioranza per formare un governo, si creerebbe una situazione delicatissima e rischiosa, perché l’Italia, come abbiamo visto, resta comunque divisa in due blocchi incompatibili: il nord saldamente schierato con il centrodestra, e il sud saldamente schierato con il Movimento 5 Stelle. Ambedue convinti di essere loro i vincitori delle elezioni: il centrodestra perché è la forza più grande in coalizione, il 5 Stelle perché è il partito più grande.

In conclusione, considerando la prudenza e la saggezza del presidente Mattarella, una soluzione potrebbe essere quella di continuare con l’attuale governo Gentiloni, fino ad arrivare a nuove elezioni, però cambiando le regole dell’attuale sistema elettorale, per impedire che si possa presentare in futuro una situazione così ingarbugliata.

Federico Venzi

(Marzo 2018)

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