Il trionfo del Movimento Cinque Stelle

Sappiamo che gli italiani, dopo aver sopportato anni di malgoverno e di corruzione, hanno perso la fiducia verso i partiti tradizionali: destra, sinistra, o centro che sia. Questo è forse il principale motivo che spiega il crescente consenso verso un nuovo movimento politico, con facce nuove, giovani e rassicuranti, del tutto estranei ad ogni Partito e ad ogni potere forte.

Il Movimento Cinque Stelle, appunto, fondato a Milano nell’ottobre del 2009, dal comico attivista politico Beppe Grillo, e dall’imprenditore del web Gianroberto Casaleggio (deceduto nell’aprile di quest’anno). All’inizio si trattava essenzialmente di un movimento di protesta, con l’intento, forse velleitario, di mandare a casa tutto il vecchio sistema politico, e restituire il potere ai cittadini. Casaleggio era l’ideologo, che restava dietro le quinte, mentre Beppe Grillo, grazie alle sue straordinarie capacita’ di coinvolgere ed entusiasmare la gente, era ed è il garante e rappresentante del nuovo movimento.

Questo “movimento” (che non vuole essere chiamato “partito” in quanto auspica la fine di tutti i partiti) fu subito considerato da molti politologi una sorta di fenomeno velleitario, destinato a scomparire in breve tempo. Il “comico” Beppe Grillo non veniva preso sul serio, così come erano visti con scetticismo i cosiddetti “grillini”, cioè i rappresentanti del movimento, per lo più giovani senza esperienza, scelti tra i comuni cittadini attraverso la rete web.

I fondatori del Movimento 5 Stelle Grillo e Casaleggio
I fondatori del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo e il defunto Gianroberto Casaleggio

Dai risultati delle ultime elezioni politiche (febbraio 2013) per il rinnovo dei due rami del Parlamento (Camera dei deputati e Senato della Repubblica), è emerso che nessuna delle tre coalizioni in campo ha ottenuto una vittoria netta, determinando un risultato senza precedenti nella storia delle elezioni politiche italiane. Il centrosinistra di Bersani ha ottenuto il 29,55%, il centrodestra di Berlusconi il 29,18%, ed il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo il 25,56%. Possiamo dire che oggi l’Italia ha abbandonato il tradizionale bipolarismo destra-sinistra, diventando “tripolare”, dove ciascun “polo” rappresenta circa un terzo dei cittadini.

Malgrado le scettiche previsioni, il Movimento Cinque Stelle, in questi ultimi tre anni si è via via rafforzato, diventando sempre più un movimento credibile, cioè non solo di protesta, ma anche in grado di dare fiducia agli italiani per governare in futuro il nostro Paese.

I motivi di tale ascesa sono essenzialmente i seguenti.

1. La crisi del Centro-destra, causata dallo sfaldamento di Forza Italia, il Partito di Berlusconi, ormai ottantenne, e non più in grado di rinnovarsi, dove una parte (il Nuovo Centro Destra di Alfano) lo ha abbandonato per allearsi con Renzi. Inoltre una parte degli elettori di estrema destra, è passata alla Lega Nord di Salvini (oggi il maggior Partito di destra), ed una parte degli elettori più moderati, è passata al Partito Democratico di Renzi, diventato ormai, a tutti gli effetti, un Partito di centro-destra.

2. La crisi del Centro-sinistra, causata dal radicale cambiamento del Partito Democratico, che, con l’avvento di Matteo Renzi, dall’essere il più grande Partito italiano di centro-sinistra, si è trasformato nel “renzismo”, una politica, ripeto, essenzialmente di centro-destra. Stando cosi le cose, una buona parte degli elettori di sinistra ha voltato le spalle a Renzi, dovendo cosi scegliere tra il non-voto, oppure il passaggio al nuovo Partito “Sinistra Italiana” (che però non supera il 4%). Oppure passando al Movimento Cinque Stelle.

Luigi Di Maio del direttivo M5S
Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e uno dei cinque membri del direttorio M5S

3. La nuova classe politica del Movimento Cinque Stelle. Da un pò di tempo Beppe Grillo ha fatto un passo di lato, limitandosi ora al ruolo di “garante”, e lasciando spazio ad un “direttorio”, formato da 5 deputati che lo affiancano nella gestione e nel coordinamento del Movimento. Questi deputati sono: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, che si sono dimostrati molto preparati e credibili. Tra di loro spicca la figura dell’attuale vice-presidente della Camera, Luigi Di Maio, appena trentenne, che però molti già vedono come candidato alla presidenza del Consiglio.  Il Movimento Cinque Stelle ha convinto una buona parte degli italiani, soprattutto per la sua politica basata sulla legalità, sulla lotta all’evasione fiscale e agli sprechi di ogni tipo, anteponendo gli interessi dei cittadini, agli interessi dei cosiddetti “poteri forti” (finanza, amministrazione, burocrazia, palazzinari, cooperative eccetera).

Le elezioni amministrative del 5 giugno, con i successivi ballottaggi del 19 giugno, pur non essendo state elezioni politiche, hanno tuttavia dato una chiara indicazione su cosa gli italiani vogliono, e cosa non vogliono, a chi danno fiducia e a chi non la danno più.

Non credo di esagerare dicendo che i risultati di queste elezioni sono stati stupefacenti. Sia i Partiti di destra che quelli di sinistra hanno perso i loro Sindaci in moltissime città e province, indipendentemente dal fatto che abbiano avuto buoni Sindaci. Il caso più significativo è stato quello di Torino, il cui Sindaco, Piero Fassino, uno degli esponenti di maggior competenza e prestigio della “vecchia guardia” del PD, che ha governato la sua città in modo impeccabile, è stato sconfitto da una ragazza 32-enne, appartenente al Movimento Cinque Stelle, fino a oggi sconosciuta: Chiara Appendino, con il 54,56% dei voti, contro il 45,44% del Sindaco uscente Fassino.

Chiara Appendino eletta sindaco di Torino al secondo turno contro l'uscente Piero Fassino
Chiara Appendino sindaco di Torino, ha sconfitto al secondo turno il sindaco uscente Piero Fassino, che aveva ben amministrato la città.

Il Movimento Cinque Stelle ha vinto anche a Roma, dove la 37-enne Virginia Raggi, ha ottenuto un successo clamoroso, battendo con il 67,15% il candidato del PD, Roberto Giachetti, fermo al 32,85%. È interessante osservare che il consenso alla Raggi è stato più numeroso da parte del popolo romano delle periferie, mentre il consenso a Giachetti si è avuto solo nei quartieri dell’alta borghesia, cioè Prati e Parioli. Inoltre, nel ballottaggio tra i due, è successo che gli elettori di destra, o non hanno votato, oppure, chi ha votato, ha votato per la Raggi (e nessuno per Giachetti).

Insomma, per quanto Giachetti sia intelligente, onesto, simpatico, competente ed affidabile, ha perso perché fa parte del PD di Renzi, cioè ha perso per colpa delle politiche del nostro Presidente del Consiglio. Inoltre non vanno dimenticate le responsabilità del PD, invischiato in episodi di corruzione e malgoverno, oltre agli anni di malgoverno da parte della destra-fascistoide dell’ex Sindaco Alemanno.

In conclusione, quali speranze di sopravvivenza avranno la destra e la sinistra in Italia?

Per tornare ad essere credibile, ritengo che la sinistra deve tornare sinistra, e questo sarà possibile se Renzi si metterà da parte. In quanto alla destra, penso che dovrebbe staccarsi dagli estremismi xenofobi e razzisti della Lega Nord di Salvini, e trovare un leader liberale moderato, che possa, finalmente, prendere il posto dell’ormai vecchio e malandato Berlusconi.

Se tutto questo non avverrà, ci resta solo la speranza (ultima Dea!) nel successo del Movimento Cinque Stelle, che ha oggi molti buoni propositi, ma sicuramente poca esperienza di governo. Insomma, gli italiani non hanno altre scelte, o continuare a votare i Partiti tradizionali, o fare questo “salto nel buio” e sperare.

Federico Venzi

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