Sinistra e destra, che fine hanno fatto?

Una volta, a sinistra, c’era un grande Partito Comunista, ma c’era anche il Partito Socialista, e poi anche il Partito Socialdemocratico. Insomma, si poteva scegliere, restando pero’ sempre fedeli ai basilari principi della sinistra: giustizia, legalità’, diritti, e soprattutto riduzione della distanza fra ricchi e poveri, perché’ è sotto gli occhi di tutti il fatto che la principale causa di una società frustrata, impaurita, demotivata, impoverita, sono proprio le forti sperequazioni sociali, che purtroppo si sono sempre più accentuate.

In Italia, dopo il ventennio fascista, abbiamo avuto un lungo periodo dove la destra ha avuto poca voce e poco consenso, perché, a torto o ragione, veniva accostata al fascismo. Da notare pero’ che con il termine “destra” non ci si deve riferire solo al fascismo, ma anche (e soprattutto) al liberalismo, concetto questo, più angloamericano che italiano, a meno che non si voglia risalire all’inizio del ‘900, ai tempi di Giovanni Giolitti.

Come sappiamo, dal dopoguerra fino agli anni ’80, la politica in Italia era dominata da due blocchi: i democratici cristiani e i comunisti. In quegli anni, la Democrazia Cristiana ha governato ininterrottamente, anche se cambiando governo quasi ogni anno. Poi, negli anni ‘80, la Democrazia Cristiana ha ceduto il passo al partito Socialista di Bettino Craxi. C’è da chiedersi se in quegli anni, più che di socialismo, sarebbe più giusto parlare di craxismo, cioè di un governo con “l’uomo forte” al comando, non proprio quello che normalmente si intende per socialismo.

L’inizio degli anni ’90 è ricordato come gli anni di “Tangentopoli”, a seguito di “Mani pulite”, cioè delle inchieste giudiziarie nei confronti del mondo politico ed imprenditoriale. Inchieste che portarono alla luce un sistema di corruzione molto esteso. Praticamente tutti i partiti di governo furono coinvolti in questi scandali, e, in minor grado, i partiti di opposizione.

Nel 1994 si svolsero le elezioni politiche, dove, con tutta probabilità avrebbe vinto l’unico partito non coinvolto dagli scandali: il Partito Comunista. Però accadde un fatto imprevisto, cioè l’improvvisa nascita di un nuovo partito, Forza Italia, per molti versi la continuazione del craxismo, ma in chiave di destra liberale. Il creatore e leader di questo partito fu un uomo nuovo per la politica, molto legato a Craxi: l’imprenditore miliardario Silvio Berlusconi, il quale si presentò ai cittadini come un “moderato” in grado di impedire che i comunisti andassero al governo. Come del resto, ogni volta, accadde con la Democrazia Cristiana, anche Berlusconi riusci’ a sconfiggere i comunisti, e restò al potere per un ventennio, tranne qualche periodo in cui governò il centrosinistra. Sappiamo bene come andò l’Italia sotto Berlusconi: aumento della corruzione, del debito pubblico, dell’illegalità, della morale, nonché il divario, sempre più ampio tra ricchi e poveri. Berlusconi è certamente un abilissimo imprenditore, ma ritengo che la politica non fosse il suo ramo, e che scese in campo solamente per salvaguardare i propri interessi e proteggersi dai suoi processi (come in effetti accadde).

Berlusconi condannato per frode fiscale
A seguito della condanna definitiva  per frode fiscale Berlusconi è stato interdetto dai pubblici uffici e non è candidabile a cariche elettive

Ma oggi Berlusconi può essere considerato storia passata, anche se e’ ancora leader del suo partito “personale” (l’unico possibile!), con una percentuale notevole di indagati e condannati, partito ormai ridotto a circa il 10%.

La destra in Italia, e’ oggi capeggiata dalla Lega Nord di Matteo Salvini, che ha quasi quadruplicato i suoi consensi, arrivando a circa il 15%, grazie ad una politica estremista, populista, e xenofoba, sul modello del “Fronte nazionale” di Marine Le Pen. Alleato alla Lega Nord è il Partito “Fratelli d’Italia” (a circa il 4%), la cui leader è Giorgia Meloni, energica giovane con nostalgie mussoliniane, che si e’ anche candidata a Sindaco di Roma.

Salvini
Salvini muta la Lega Nord da movimento federalista a destra Lepenista

Data questa situazione, di scarsa competenza, credibilità, identità e affidamento, mi chiedo cosa possa votare oggi una persona “moderata” di destra.

Ma non è solo la destra a stare in crisi, anche la sinistra soffre di problemi analoghi.

Il più grande partito di sinistra in Italia, e’, come sappiamo, il PD (Partito Democratico), fondato nel 2007 da Valter Veltroni, con lo scopo di dare all’Italia un partito di sinistra moderno e moderato, senza reminiscenze social-comuniste, sul modello del Partito Democratico americano. Ma ecco che nel 2013, il giovane, ambizioso ed energico Matteo Renzi, viene prima eletto segretario del PD, e poi Presidente del Consiglio. Da quel momento la natura del PD cambia piuttosto radicalmente. Oggi, con Renzi, il PD e’ diventato un partito di centro, io direi di centrodestra, che viene anche chiamato “il partito della nazione”, con reminiscenze democristiane, cioè svuotato dall’originale identità di sinistra.

Renzi
Mutamento ideologico anche per il PD di Renzi che diventa un partito di centro reminiscente la Democrazia Cristiana

Il PD governa insieme al partito NCD (Nuovo Centro Destra), ai partiti di centro NCD e UCD, con l’appoggio esterno di Berlusconi (dal gennaio 2014 al febbraio 2015), ed oggi con l’appoggio del partito ALA di Dennis Verdini, cioè di una parte del Partito di Berlusconi, che vuole appoggiare Renzi. Nel PD, oltre ai “renziani”, c’è (ancora) una minoranza di sinistra, che contesta le politiche di Renzi, senza pero’ venire ascoltata.

Quindi oggi, la sinistra in Italia, senza più il PD, e’ rappresentata solamente dal nuovo partito “Sinistra italiana”, composto da politici di sinistra usciti dal PD, oltre alla fusione con altri piccoli partiti di sinistra. Oggi, secondo i sondaggi, questo partito non supera il 5% (contro il 32% del PD!).

Quindi, così come a destra, anche la sinistra si trova di fronte ad uno scenario difficile, con il seguente dilemma: Votare ancora il PD di Renzi, che pero’ non rappresenta più la sinistra, oppure votare “Sinistra italiana”, che rappresenta la sinistra, ma ancora con troppa poca voce.

In realtà ci sarebbero altre due possibilità: astenersi dal votare, oppure guardare verso il “Movimento 5 stelle”, che oggi, secondo i sondaggi, è il secondo partito in Italia, con circa il 29%.  Descrivere cosa rappresenti oggi il Movimento 5 stelle, è un tema molto interessante ed importante, ma sarebbe troppo lungo trattarlo in questo articolo. Spero che ci sarà occasione di parlarne in futuro.

Federico Venzi

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