Stop alla pesca a strascico nell’oceano artico

Le acque protette dall’accordo. Grafica: greenpeace.no

Le acque intorno alle isole Svalbard e del mar glaciale artico settentrionale saranno risparmiate dalla pesca a strascico, in attesa di una valutazione ambientale approfondita.

È il risultato dell’accordo firmato il 25 maggio 20016 dall’associazione di categoria norvegese Fiskebåt e quella russa Karat Group, così come dalle catene alimentari McDonald’s, Findus, Espersen, Tesco, Youngs Seafood Limited, Morrison, Asda, Sainsbury’s, e M&S.

È la prima volta che l’intera industria della pesca e le principali catene alimentari si uniscono per proteggere l’Artico e bloccare l’ulteriore espansione delle zone di pesca nel nord. Le aree, che sinora sono state protette dai ghiacci artici, sono tra le ultime al mondo risparmiate dalla pesca a strascico. Ma a partire dal secolo scorso e a tutt’oggi si sta verificando una progressiva fusione dei ghiacci artici in volume ed un loro ritiro in estensione. Tra il 1979 e il 2006 l’estensione dei ghiacci artici si è complessivamente ridotta del 25%, mediamente ogni anno 100 000 km² di ghiaccio si fondono e non si riformano durante l’inverno.

L’accordo è stato negoziato insieme a Greenpeace e comporta una protezione temporanea volontaria di un’area grande il doppio della Francia. Essa impedisce l’accesso dei grandi pescherecci norvegesi e russi alle acque attorno alle isole Svalbard.

Nel 2015, oltre il 10 per cento del merluzzo bianco pescato in Norvegia proveniva da aree ad ecosistema fragile attorno alle Svalbard. In confronto, la percentuale era di solo l’1 per cento nel 2001. 189 pescherecci hanno una licenza di pesca nella zona, che ospita coralli di acqua fredda e altre specie in via di estinzione come le lumache di mare basso.

L’accordo è stato raggiunto senza il coinvolgimento del governo norvegese ma l’associazione dei pescatori norvegesi Fiskebåt chiederà il sostegno del governo per effettuare lo studio di impatto ambientale.

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